Apprendistato di Alta Formazione

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In quest’articolo affronteremo un argomento decisamente particolare, spesso sconosciuto, o meglio, conosciuto poco e male: l’Apprendistato o Apprendistato di Alta Formazione.

Chiariamo subito ogni dubbio sull’argomento!

Di cosa si tratta

Quando parliamo di Apprendistato (o Apprendistato di Alta Formazione) ci riferiamo a un contratto di lavoro a tempo indeterminato, offerto agli studenti dalla collaborazione tra aziende ed Università. Il fine ultimo è quello di formare i giovani avvicinandoli al mondo del lavoro, nel proprio ambito di studi. Lo studente dunque, firmerà un contratto di lavoro (da non confondere assolutamente col part-time!) che gli permetterà di lavorare e guadagnare, mentre continua a studiare e formarsi.

Vi sono vari livelli di Apprendistato, paralleli al proprio percorso di studio: vi è quello per la Laurea triennale, Magistrale, per il Master o per il Dottorato!

Se hai bisogno di maggiori informazioni sul Master o sul Dottorato, dai un’occhiata ai nostri articoli precedenti. Clicca qui o qui!

La durata

Quanto dura solitamente l’Apprendistato?

La durata dipende dal titolo che si dovrà conseguire: se ad esempio parliamo di un Master di un anno, l’apprendistato durerà a sua volta un anno. Ad ogni modo, la sua durata minima copre un periodo variabile tra i sei mesi e i tre anni. Tuttavia la durata del contratto può essere prorogata se il progetto di ricerca lo richiede.

Requisiti per l’Apprendistato

Quali sono i requisiti per prendere parte all’Apprendistato di Alta Formazione?

Innanzitutto, consideriamo che inizialmente la proposta era rivolta agli studenti fra i 18 e i 29 anni (in rari casi, ai giovani di 17); in un secondo momento, con la riforma del diritto del lavoro (Jobs Act) effettuata dal governo Renzi nel 2016, nata al fine di garantire il reinserimento di lavoratori nel mercato del lavoro, la possibilità di partecipazione è stata estesa ai disoccupati, senza limiti di età.

Retribuzione

Per quanto riguarda la retribuzione, dobbiamo riparlare del Jobs Act: dopo questa riforma, l’Apprendistato è stato settorializzato in base al livello (in teoria di studi) da dover conseguire. Il compenso dipende dunque dalla tipologia di Apprendistato, dall’inquadramento e dalla qualifica da conseguire.

Ma cerchiamo di chiarire meglio:

  • Qualifica e Diploma Professionale: la retribuzione del contratto di lavoro di Apprendistato per la qualifica e il Diploma Professionale è di duemila euro all’anno nel caso di minorenni e, di tremila per i maggiorenni.
  • Apprendistato Professionalizzante: i lavoratori assunti con Apprendistato Professionalizzante percepiranno uno stipendio regolare; la retribuzione prevista per il proprio livello d’assunzione è al 60%, che nel corso degli anni passerà al 100%.
  • Alta Formazione e Ricerca: gestito dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro) è un contratto di lavoro stipulato a livello nazionale tra le organizzazioni rappresentanti dei dipendenti e datori di lavoro e dal livello di inquadramento.

Disciplina del contratto di Apprendistato

Parliamo nel dettaglio dei punti cardine dei vati tipi di contratto. La disciplina prevede:

  • Forma scritta del contratto di lavoro, contenente il Piano Formativo Individuale.
  • Durata minima di 6 mesi.
  • Applicazione delle sanzioni previste in caso di licenziamento illegittimo.
  • Possibilità di recesso al termine del periodo di Apprendistato, con preavviso decorrente dallo stesso termine. Se nessuna delle parti recede dal contratto al termine del periodo formativo, il rapporto può continuare a tempo indeterminato.

Vantaggi

Quali sono i vantaggi per gli studenti e per le aziende?

Lo studente apprendista, gode di vari diritti, tra cui:

  • Maternità
  • Assegno familiare
  • Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (Naspi) in caso di disoccupazione involontaria

L’apprendista ha tra l’altro diritto a delle assicurazioni contro: infortuni sul lavoro, malattie, invalidità e vecchiaia.

Dunque cosa ci guadagna uno studente? Un contratto di lavoro a tempo indeterminato, retribuito, che gli consente di arricchire il proprio bagaglio di competenze e conoscenze al fianco di professionisti d’imprese di comprovata esperienza.

Per quanto riguarda le aziende, parliamo di vantaggi quali:

  • Selezione e formazione di giovani sui quali investire con progetti e sviluppare idee
  • Definizione di progetti per l’azienda
  • Consulenza per la gestione dei contratti e dei rapporti di lavoro
  • La coordinazione di un tutor universitario e un tutor aziendale per fondere le due attività (studio e ricerca)
  • Monitoraggio delle attività, ai fini di una valutazione nel tempo

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