Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie Industriali

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Oggi analizziamo una Laurea Magistrale molto specifica, inerente all’ambito della chimica, della biologia e della genetica. Vale a dire, la Laurea in Biotecnologie Industriali. Partendo dalla modalità di accesso andremo a vedere tutte le caratteristiche di questo percorso fino ad arrivare ad analizzare le figure professionali e gli sbocchi lavorativi a cui porta.

Accesso

In primo luogo, la Laurea Magistrale in Biotecnologie Industriali appartiene alla classe di laurea LM-08 ed ha una durata di 2 anni. L’accesso a questo corso di laurea non è a numero programmato, ciò vuol dire che non è necessario superare un test di ammissione. Ad ogni modo, è previsto una prova scritta per la valutazione delle competenze (tra cui è prevista anche la lingua inglese o un’altra lingua europea). Inoltre, questa magistrale è il proseguimento naturale della Laurea Triennale in Biotecnologie Industriali. Ma non è esclusivamente l’unico corso di laurea con cui è possibile accedere. Infatti, è possibile anche con la laurea in Biotecnologie mediche.

Piano di Studi di Biotecnologie Industriali

L’obiettivo di questo corso di laurea è quello di fornire agli studenti determinate conoscenze e competenze specifiche tra cui:

  • comprendere le interazioni molecolari, le tecniche di sintesi e di analisi chimica
  • saper applicare le tecniche avanzate per lo studio e lo sviluppo di processi e prodotti biotecnologici tramite approcci immunologici, biochimici, molecolari e non solo
  • conoscere le nanobiotecnologie
  • conoscere gli strumenti bioinformatici e di modellistica molecolare per l’identificazione di bersagli farmacologici o per lo studio dei sistemi biologici complessi (systems biology)

Queste sono solo alcune delle competenze necessarie per svolgere la professione di biotecnologo, che approfondiremo nel prossimo paragrafo.
In particolare, per arrivare ad ottenere tutte queste conoscenze, il corso di laurea si articola tra diverse macroaree, laboratori pratici e stage. Ecco alcuni esempi di discipline che potresti trovare nel tuo piano di studi in Biotecnologie Industriali:

  • Chimica organica
  • Enzimologia
  • Genetica
  • Biologia molecolare avanzata
  • Chimica farmaceutica
  • Batteriologia

Ma anche…

  • Scienza delle separazioni
  • Bioinformatica strutturale
  • Chimica bioanalitica e Biosensori
  • Nanobiotencologie
  • Immunologia applicata
  • Economia aziendale con applicazioni al settore biotencologico

Sbocchi lavorativi

Per quanto riguarda gli sbocchi lavorativi di biotecnologie industriali, una volta conseguita la Laurea si avrà la possibilità di ricoprire ruoli di alto livello e responsabilità in attività di ricerca, di analisi e di consulenza in ambito biotecnologico. Il laureato in Biotecnologie Industriali avrà competenze tali da partecipare allo sviluppo di tecnologie innovative, di progettare e gestire i processi produttivi propri delle Biotecnologie Industriali, nonché in settori gestionali e tecnico-commerciali.

Ma cosa fa e chi è il Biotecnologo? Direttamente dall'”atlante delle professioni” ecco una descrizione precisa del ruolo professionale del Biotecnologo:

“Egli analizza, progetta e modifica le strutture e i sistemi biologici cellulari e molecolari applicando specifiche tecnologie che agiscono sulla loro costituzione chimica con l’obiettivo di migliorarne le prestazioni, di produrre sostanze farmacologicamente attive, di migliorare le condizioni ambientali e di vita di uomini ed animali.”

Differenza dalla triennale di Biotecnologie Industriali

Magari qualcuno di voi si sta chiedendo che differenza c’è tra la Magistrale e la Triennale in Biotecnologie (classe di laurea L-2).

Il percorso triennale è puramente multidisciplinare, articolare maggiormente sulle discipline generali e di base dei campi di applicazione delle biotecnologie. Ad esempio: matematica, fisica, chimica, biologia, biochimica, biologia molecolare, microbiologia, genetica.

Il laureato triennale in Biotecnologie ha, sì, solide conoscenze di base (necessarie per l’accesso a corsi di studio magistrali), ma anche competenze tecnico/pratiche che permettono fin da subito l’ingresso mondo del lavoro. Un laureato triennale può trovare lavoro presso enti di ricerca scientifica o nell’industria biotecnologica, farmaceutica, energetica, cosmetica e nutrizionale.

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