Formazione primaria o educazione? Le differenze

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Educare e formare, sinonimi che prestano il nome a due corsi di laurea differenti: “Scienze della Formazione Primaria” e “Scienze Dell’Educazione”. Anche se a primo impatto sembrano la stessa cosa, in realtà esistono alcune differenze importanti da conoscere se si è interessati a questo ambito. Scopriamo insieme quali!

Scienze della Formazione Primaria

Il corso di Laurea in Formazione primaria (classe del corso LM-85bis) è una magistrale quinquennale a ciclo unico. Questo percorso di studi prepara le figure di insegnanti per la scuola dell’infanzia e primaria; ha valore di Esame di Stato e abilita all’insegnamento, sia negli Istituti statali che in quelli paritari. Per insegnare dopo essersi laureati non è necessaria, per questo motivo, l’acquisizione dei 24cfu.

Le materie di Scienze della Formazione Primaria

Il piano di studi non è uguale per tutte le università, le materie più diffuse sono: pedagogia, didattica, tecnologie dell’apprendimento, storia, geografia, letteratura e grammatica italiana, matematica, elementi di chimica, fisica, scienze naturali, arte e storia della musica. Numerosi CFU (se non sai di cosa sto parlando, consulta il mio articolo sugli esami universitari) sono dedicati alle attività laboratoriali, oltre che al tirocinio.

Tirocinio nelle scuole

Dal secondo anno, oltre ad esami e laboratori, è previsto anche il tirocinio di 600 ore, dirette e indirette. Si avrà modo di fare pratica negli istituti scolastici, senza superare il 10% di assenze. Il tirocinio diretto si svolge nelle scuole accreditate dagli Uffici Scolastici Regionali (UUSSRR) per il quale lo studente verifica gli istituti disposti a convenzionarsi con l’Università. Il tirocinio indiretto si svolge presso la sede universitaria, consiste in momenti di autoformazione in cui si analizza e documenta l’esperienza avuta nella scuola.

Scienze dell’Educazione

Il corso di laurea in Scienze dell’Educazione (classe del corso L-19) si differenzia da quello in Scienze della Formazione Primaria in quanto ha durata di tre anni, non è una laurea magistrale. Pertanto, gli sbocchi lavorativi sono diversi. Tale percorso prepara alla figura di educatore professionale che lavora nei nidi d’infanzia, nei micro-nidi, nelle sezioni primavera, nei centri per bambini e famiglie. Si occupa dei servizi educativi, artistico-espressivi per soggetti di ogni età, per la rieducazione e la risocializzazione di soggetti detenuti e assistenza ai minori coinvolti in cause giudiziarie.

Sbocchi e materie di studio di Scienze dell’Educazione

Il piano di studi non è uguale per tutti gli atenei. Si deve considerare che, essendo un tipo di formazione volta a più campi di lavoro, le Università hanno più curricula differenti. Tuttavia ci sono materie di base quali: antropologia, psicologia, pedagogia, sociologia.

Gli sbocchi professionali lavorativi a cui prepara questo corso di laurea sono definiti dal comma 517 della legge di bilancio del 2019, la quale ha confermato importanti novità. Tra queste, gli ambiti di intervento professionale che sono estesi anche al socio-sanitario “limitatamente agli aspetti socio-educativi”.

Il comma 594 delinea inoltre gli aspetti, affermando che “L’educatore professionale socio-pedagogico e il pedagogista operano nell’ambito educativo, formativo e pedagogico, in rapporto a qualsiasi attività svolta in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita in una prospettiva di crescita personale e sociale”.

Con la laurea in Scienze dell’Educazione è possibile quindi operare nei servizi socio-educativi e socio-assistenziali, nei confronti di persone di ogni età “prioritariamente nei seguenti ambiti: educativo e formativo; scolastico; della genitorialità e della famiglia; culturale; giudiziario; ambientale; sportivo e motorio; dell’integrazione e della cooperazione internazionale”.

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