Non riesci a studiare? Ecco come organizzare il tuo studio universitario

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Chi l’avrebbe mai detto che un giorno ci saremmo trovati a dover affrontare lo studio durante una pandemia?

Quella da SARS-COV2 ha stravolto come sappiamo l’intero pianeta. Ma c’è un mondo che più di tutti è stato costretto ad adeguarsi alle tristi vicissitudini: quello della scuola e dell’università. Già dai primi mesi del 2020 gli studenti vicini alla Laurea sono stati costretti a farlo online e le lezioni si sono convertite in didattica a distanza, non senza difficoltà. Tra banchi a rotelle, lezioni miste e ingressi scaglionati, l’anno 2020-2021 non è certo partito bene! Ancora oggi l’apertura di scuole e università è a singhiozzi nelle varie regioni, facendo vivere tutti gli studenti in un’incertezza costante.

L’aspetto emotivo e psicologico dello studio

Ma c’è di più. Cos’è che, nonostante le tante difficoltà, rende piacevole andare a scuola o all’università? La relazionalità, che sia con un compagno o professore. Il contatto con il prossimo concretizza e dà un senso alla dimensione che viviamo. Senza esso ci sembra sempre di vivere in astratto, e questo non può che scoraggiarci. Ma relazione e contatto sembrano quasi blasfemia ai tempi del coronavirus.

Insomma, è proprio il momento di dedicare un articolo alla psiche degli studenti di oggi.

È a loro che dedichiamo questo articolo, per dare un sostegno emotivo e psicologico.

Il contenuto del testo non avrà nulla a che fare con i metodi di studio (che Uniperte ha già affrontato in questo articolo) o con le difficoltà tecniche nell’approcciarsi ad esso. Vogliamo invece approfondire l’aspetto psicologico che si cela dietro il blocco allo studio, tema urgente in questo momento.

Studiare ai tempi del Coronavirus

Vogliamo partire da questo dato dall’Ansa: secondo una ricerca dell’Università di Bristol, 1 giovane su 4 ha visto la sua ansia raddoppiare durante la pandemia. Un realtà agghiacciante, che dimostra quanto sia deleterio per noi giovani sentir minate le nostre sicurezze. Perché uscire con gli amici, viaggiare, studiare come siamo abituati a fare, erano e, speriamo torneranno presto ad essere, routine che da un’ondulazione regolare alla nostra già fragile età. Ora che di tutto questo si può fare poco o niente, dove possiamo trovare la forza per perseguire comunque i nostri obiettivi?

Tratta seriamente l’aspetto psicologico dello studio

Noi di Uniperte proveremo a darti dei consigli utili, frutto di esperienza da parte del team e di fonti attendibili. Ricorda però, i consigli di un articolo non potranno mai sostituire il parere scientifico di un esperto. Per cui è bene fare una premessa: se senti davvero di star vivendo un periodo difficile, in cui il blocco per lo studio si fa sempre più ingombrante, puoi consultare uno psicologo o richiedere un sostegno autorevole. E’ un atto di amor proprio e dei propri interessi. Anche la psicologa Alessia Romanazzi si è occupata di questo tema.

Prima dei nostri consigli, una piccola digressione sui motivi più comuni che portano uno studente universitario ad avere difficoltà nello studio.

Perché non riesco a studiare all’Università?

Il passaggio dalla scuola superiore all’Università è molto delicato. Immagini solo che sia un luogo stimolante. In realtà, per la maggior parte dei casi è proprio così. Il problema quindi non sta tanto nella relazione con l’altro, ma con lo studio. E il motivo è molto semplice: non puoi più studiare come facevi al Liceo. Sono due realtà completamente diverse: se prima lo studio era quotidiano e prossimo alla verifica, all’Università il periodo tra la preparazione e l’esame si dilunga. Per cui, se appena iscritti all’Università state avendo grosse difficoltà per i primi esami, non preoccupatevi. È normale. Due parole che tutti noi avremmo voluto sentire prima del dovuto: Si, è normale. L’errore è accedere al mondo universitario con la pre-impostazione di dover studiare in vista di una verifica prossima, non certo di due mesi.

Differenze con il Liceo

Sono tante altre le differenze con la scuola, e spesso, non accorgendocene in tempo, tendiamo a mantenere certi comportamenti tradizionali, che in realtà sarebbe meglio rinnovare. Ad esempio il rapporto con il materiale didattico. Si è infatti abituati dalla scuola ad avere un libro per materia, e studiare qualche paragrafo a settimana. Dopo solo tre mesi ti ritrovi invece ad approcciarti a tre libroni per un solo esame. Sei tu che non sei capace? Assolutamente no. Ci vuole solo un po’ di pazienza e metodo. È estremamente importante che in questa fase delicata qualcuno ti venga in soccorso per farti capire i motivi di tali difficoltà. Perché mollare una passione, un interesse o una prospettiva lavorativa per dei timori che potrebbero benissimo essere risolti, sarebbe davvero uno spreco che noi vogliamo evitare. E vogliamo farlo, partendo da alcuni consigli.

I consigli di Uniperte

  • Cambia approccio mentale: Non sei più a scuola, sei all’università. Dì a te stesso che sei entrato in un sistema completamente nuovo, che non lascia spazio a vecchie tradizioni. Qui diventano scartoffie, pratiche obsolete. Può spaventare l’idea che ci sia un abisso tra scuola e università, e che attraversandolo si entri in un vortice spietato. Ma col tempo capirai che proprio questa scossa repentina ti farà maturare, e ti farà affrontare le difficoltà con più determinazione.
  • Stabilisci un metodo.
  • Frequenta le lezioni.

Dedichiamo a questi ultimi consigli un paragrafo a parte, vista la loro centralità:

Stabilisci un metodo

Non importa quale sia, purché tu lo adotti. Quello migliore sarebbe considerare lo studio che hai di fronte con uno sguardo analitico e matematico. Hai 40 giorni per studiare 400 pagine? 400:40 = 10. 10 pagine al giorno, più le ripetizioni complessive negli ultimi giorni. È importante auto-stabilire un tempo al proprio studio. All’università il tempo non si misura in giorni, dal momento che la sessione è lontana dai primi giorni di ripetizione. Si misura semmai in mole da studiare. È di vitale importanza sapere quando (preferisci la mattina, dopo pranzo, prima di cena?) e quanto studiare ogni giorno. Soprattutto perché crea un effetto soddisfacente: sapere di aver finito la propria mansione giornaliera. Seguendo il calcolo precedente, se oggi ho finito le mie 10 pagine, sono libero dai miei impegni universitari. Posso fare ciò che voglio fino alle prossime 10 di domani.

Frequenta le lezioni

Hai presente un videogioco composto da mondi che via via sblocchiamo? Non frequentare sarebbe come giocare con gli unici mondi sbloccati a disposizione. Abbiamo soltanto i nostri libri, la nostra stanza, qualche messaggio vocale di qualche collega, chat impazzite, e niente più. Frequentando invece, oltre a ciò, hai la confidenza spaziale con l’ambiente che vivrai per altri tre anni. Insomma, frequentare è la chiave che ti permette di aprire tutti i mondi del videogioco. Non importa che la frequenza sia obbligatoria o meno. Andare a lezione significa concretizzare la dimensione che si vive, dare senso a un momento della propria vita. Certo, è un discorso che valeva prima dalla pandemia, e speriamo possa valere nuovamente il prima possibile. È proprio questo infatti l’aspetto cruciale dello studio in tempo di pandemia.

Come trovo l’energia per studiare se sto tutto il giorno in casa, dove mi arrivano da ogni parte notizie sconfortanti?

È da ciò che nascono i due prossimi consigli:

Consigli per lo studio durante la pandemia

  • Non distrarti: Allontanati da tutte le fonti, da tutti i media, da tutti gli strumenti che possono farti perdere la concentrazione. Questo è un discorso che vale sempre, specialmente in un contesto odierno così pieno di notizie tristi. Innanzitutto ricorda che le notizie belle esistono, basta cercarle. Ma durante lo studio, non hai bisogno di informarti, lo farai dopo. Devi solo leggere, comprendere e ripetere con la stessa passione con cui hai deciso di iscriverti. Il tuo compito è quello, nient’altro.
  • Studia all’aperto: Trova un luogo confortevole dove tu possa rilassarti e concentrarti. Fortunati quelli che non devono sforzarsi troppo, perché hanno un giardino o uno spazio addirittura in casa o in prossimità di essa. Chi invece deve recarsi più lontano, è bene che lo faccia. Tra lockdown, chiusure e coprifuoco è più il tempo che passiamo in stanza anziché fuori. Se è proprio questo che sta avvilendo la tua voglia di studiare, perché ti senti come ingabbiato, devi senz’altro ricaricarti. Basta poco. Un bel pomeriggio di sole, vicino al mare e con le cuffiette. Nel mentre studi ogni tanto vedi un cane o un sorriso di un bambino, una famiglia felice, un tramonto, una foglia che cade, e subito ti ricordi quanta vita c’era fuori dalla tua stanza. Ecco che troverai più facilmente la voglia di rimettere gli occhi sul libro, perché hai ritrovato un posto nel mondo, in mezzo agli altri. Quando ci si sente alienati bisogna semplicemente ricordarsi che siamo uno fra 7 miliardi. Anche qui va fatta una precisazione. È scontato dire che si possa fare ciò, zona rossa permettendo, e con le dovute precauzioni. In caso di quarantena o lockdown, in cui studiare all’aria aperta è vietato, si dovrebbe solo avere un po’ di pazienza e ricordare che stare a casa è un gesto di civiltà per il prossimo. Nel frattempo puoi progettare quello che farai una volta uscito.

Noi di Uniperte ci auguriamo che questo articolo ti sia stato utile in questo momento così delicato. Il consiglio più genuino è ricordarsi il motivo originale che ti ha portato a iscriverti all’Università. Ripristinare, insomma, la passione primordiale e conservarla sempre così viva. Non permettere mai a nulla, né tantomeno all’ansia, di far spegnere la tua curiosità e, attendi con serenità giorni migliori per tornare all’Università con gli amici di sempre e il solito caffè!

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