L’insegnante di sostegno è una figura molto importante all’interno delle classi. Si è soliti pensare che questa figura specializzata lavori solo con gli alunni con disabilità. In realtà l’insegnante di sostegno è contitolare della classe, insieme ai docenti delle varie discipline. Collabora con tutti gli insegnanti alla progettazione didattica e nella realizzazione di percorsi didattici inclusivi, per favorire l’inclusione. Contribuisce al percorso scolastico dell’alunno con disabilità e favorisce la partecipazione di tutti gli studenti alla vita della classe. Detto questo, vediamo insieme come diventare insegnante di sostegno! 

Cos’è il TFA e in cosa consiste?

La prima cosa che c’è da sapere è che, per diventare insegnante di sostegno, bisogna seguire il TFA. Con questa sigla si intende il Tirocinio Formativo Attivo. È un corso di specializzazione organizzato dalle università. Il TFA permette, dopo il conseguimento di un esame finale, di ottenere la specializzazione per diventare insegnante di sostegno nelle scuole. In questo modo ci si può iscrivere alla I fascia delle GPS Sostegno e partecipare ai concorsi per l’immissione in ruolo. 

Piano di studi

Il piano di studi del TFA Sostegno è composto da 60 CFU, compresi di prova finale. È suddiviso nelle seguenti aree disciplinari: 

  • Pedagogia speciale e didattica speciale (21 CFU),
  • Psicologia dello sviluppo (8 CFU),
  • Legislazione scolastica (3 CFU),
  • Neuropsichiatria infantile (4 CFU),
  • Laboratori (9 CFU),
  • Tirocini (12 CFU),
  • Prova finale (3 CFU).

Come iscriversi al TFA Sostegno

Facciamo un passo indietro! L’accesso a questo percorso di formazione, dalla durata solitamente tra 8 e 12 mesi, ha le sembianze di un concorso (anche se non lo è). Le prove da superare per l’accesso sono tre: test preselettivo, prova scritta o pratica e prova orale. Le materie oggetto della prova sono specificate dall’ateneo a cui ci si vuole iscrivere. Se si hanno 3 anni di servizio sul sostegno senza la specializzazione, si può accedere direttamente alla prova scritta, saltando la preselettiva. 

Titoli validi

I requisiti di accesso sono differenti, in base al fatto che si voglia diventare insegnante di sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria oppure per la scuola secondaria.

Nel primo caso, i requisiti per partecipare sono: diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 (abilitante) compreso quello a indirizzo psicopedagogico o linguistico. Altri titoli validi sono la laurea in Scienze della formazione primaria o analoghi titoli conseguiti all’estero e riconosciuti in Italia. Per la scuola secondaria di I e II grado, è fondamentale avere una laurea magistrale o diploma ITP che diano accesso ad almeno una classe di concorso. 

Devi sapere che esistono 4 percorsi di TFA Sostegno, in base ai gradi scolastici:

  • TFA Sostegno scuola dell’infanzia;
  • TFA Sostegno scuola primaria;
  • TFA Sostegno scuola secondaria di I grado;
  • TFA Sostegno scuola secondaria di II grado. 

Vuoi sapere come abilitarti su materia? Consulta il nostro articolo sui 60 CFU! 

Come diventare insegnante di sostegno di ruolo

Dopo aver completato il TFA, bisogna iscriversi alla I fascia delle GPS Sostegno per avere maggiori possibilità di ottenere un incarico. Per diventare di ruolo, si hanno due strade. Una è il concorso docenti, l’altra è la mini-call veloce dalla I fascia delle GPS Sostegno. 

Concorso docenti

Il concorso docenti consta di una prova scritta e una prova orale. Al momento non è una cadenza fissa sul periodo di svolgimento, ma decide il Ministero sulla base del fabbisogno. Se si superano le prove, vincendo il concorso, si entra nella Graduatoria di Merito (GM). Si scelgono le sedi e si viene assegnati alla prima sede disponibile. Poi bisogna superare l’anno di prova e così si ottiene finalmente il ruolo. 

Se si risulta idonei non vincitori, l’idoneità offre comunque 3 punti nelle GPS. In questo caso, si ha la possibilità di iscriversi agli elenchi regionali per il ruolo e aspettare il proprio turno in graduatoria per essere chiamati. 

Mini-call veloce

Un’alternativa per diventare insegnante di sostegno di ruolo è la mini-call veloce, una procedura che consente di candidarsi per i posti di sostegno rimasti vacanti in province diverse da quella di inserimento. I candidati vengono individuati in base al punteggio posseduto e alle preferenze espresse. In caso di assegnazione, il docente svolge un anno di formazione e prova al termine del quale, se la valutazione è positiva, viene confermato in ruolo a tempo indeterminato.

Qual è il ruolo dell’insegnante di sostegno?

L’insegnante di sostegno svolge un ruolo fondamentale nella realizzazione dell’inclusione scolastica. In collaborazione con il consiglio di classe, la famiglia e gli specialisti che seguono l’alunno, contribuisce alla stesura e all’attuazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI). Si tratta di un documento che definisce obiettivi, strategie e strumenti per favorire il percorso di apprendimento e partecipazione dello studente con disabilità. Il docente di sostegno progetta interventi educativi e didattici personalizzati, promuove l’autonomia dell’alunno e favorisce la sua piena partecipazione alla vita scolastica. Inoltre, collabora con tutti i docenti per creare un ambiente di apprendimento inclusivo, nel quale ogni studente possa sviluppare le proprie potenzialità. Il suo ruolo, quindi, non consiste nel seguire esclusivamente l’alunno con disabilità, ma nel contribuire al benessere e alla crescita dell’intero gruppo classe.

Differenza tra insegnante ed educatore

L’insegnante di sostegno e l’educatore collaborano nel percorso di inclusione degli studenti con disabilità, ma svolgono ruoli diversi. L’insegnante di sostegno è un docente specializzato che si occupa della progettazione didattica, partecipa alla valutazione degli alunni e contribuisce alla realizzazione del PEI insieme agli altri docenti. L’educatore, invece, supporta principalmente lo sviluppo dell’autonomia personale, delle relazioni sociali e delle competenze comunicative dello studente. Pur lavorando in sinergia, si tratta di figure professionali con compiti e percorsi formativi differenti.

FAQ utili

Di seguito vi riportiamo alcune domande che vengono poste solitamente. In primis vi mettiamo una delle domande che più attanaglia molti di voi, ed è:

Posso frequentare sia un TFA, sia un corso di laurea o un master?

Sì, oggi è possibile iscriversi contemporaneamente al TFA Sostegno e a un altro percorso di studio universitario, grazie alla normativa sulla doppia iscrizione introdotta dalla Legge n. 33 del 2022. La compatibilità tra i due percorsi è comunque subordinata al rispetto dei requisiti previsti dalla legge e dai regolamenti dei singoli atenei, in particolare per quanto riguarda la frequenza obbligatoria e la sovrapposizione delle attività formative. Prima di procedere all’iscrizione è quindi opportuno verificare le disposizioni dell’università presso cui si intende frequentare il TFA.

Posso lavorare sul sostegno senza specializzazione?

Se sei iscritto in GPS I o II fascia per una o più classi di concorso, puoi essere chiamato dalle graduatorie uniche incrociate (GUI). Ciò avviene quando la I e la II fascia delle GPS Sostegno sono esaurite. Dopo 3 anni di servizio su sostegno senza specializzazione, puoi iscriverti alla II fascia delle GPS Sostegno. Solo dopo aver conseguito la specializzazione puoi iscriverti in I fascia delle GPS Sostegno. In caso di esaurimento anche delle GUI, le scuole possono ricorrere agli interpelli per la ricerca di personale.

TFA Sostegno INDIRE

Dal 2025, è stato istituito il TFA Sostegno INDIRE. Tale percorso permette ai docenti con 3 anni di servizio sul sostegno nel medesimo grado scolastico e ai docenti con specializzazione sul sostegno estera di conseguire il TFA Sostegno. È un percorso ridotto rispetto al TFA Sostegno tradizionale, con un carico minore di CFU. A seconda delle casistiche, può prevedere o no il tirocinio. 

Leggi il nostro articolo per approfondire il TFA Sostegno INDIRE!

 

revisionato da Cristina Tarullo


Ornella Russo

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