Rimanere in ambito universitario per continuare gli studi è sicuramente il sogno di molti neolaureati. Tutti hanno in mente una semplice domanda: come diventare professore universitario? Ecco a te, studente neolaureato o prossimo alla laurea, una linea guida su quali sono gli step da seguire e le differenze tra i professori delle università pubbliche e private.

Chi è il professore universitario  

Di solito si immagina il professore universitario come qualcuno che è tenuto solo a svolgere quelle ore di lezione alla settimana. Ma, ti sveliamo un segreto, essere professore universitario non significa soltanto questo:

  • bisogna sempre rendersi disponibili ad aiutare gli studenti (i cosiddetti “ricevimenti”. Ci abbiamo scritto un articolo di cui ti lascio il link);
  • è necessario coordinare gli esami;
  • assistere gli studenti, anche quelli impegnati nel dottorato, nella stesura della tesi di laurea. Se non sai cosa sia il dottorato, non ti preoccupare perché ci siamo noi;
  • presiedere alle sedute di laurea;
  • seguire e compilare vari elaborati scientifici, saggi e/o articolo accademici sul suo personale ambito. Questo perché il professore universitario è prima ricercatore e poi docente.

N.B. Quest’ultimo punto vale soltanto per i professori delle università pubbliche. Ma, non disperare caro studente, questo discorso lo approfondiremo più avanti.

Diventare professore universitario: percorsi di laurea

Il primo step per intraprendere la carriera accademica è quello del conseguimento della laurea triennale, seguita da un percorso di studi magistrale.

Il percorso di studi post laurea 

Dopo aver conseguito la laurea magistrale, il percorso per diventare professore universitario prevede una formazione post laurea. Si può riassumere così:

  • il dottorato. Si accede tramite concorso e ha una durata minima di 3 anni e massima di 5. Il dottorando è tenuto a compilare una tesi di ricerca e compiere quante più ricerche scientifiche possibili nel suo ambito;
  • la partecipazione a un concorso da ricercatore oppure la vincita di assegno di ricerca della durata minima di 1 anno e massimo di 6.

Diventare professore nelle università pubbliche  

Avrai ormai capito, caro studente, che il fattore comune è la partecipazione (e il superamento) di un concorso che viene indetto direttamente dalle singole università. Questi concorsi ti aprono le porte anche a varie carriere che sono presenti in ambito accademico.

C’è però da fare particolare attenzione a un dettaglio, che poi tanto dettaglio non è. Per partecipare a un concorso e quindi diventare professore universitario è necessario il possesso dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (gestita direttamente dal Ministero). È la legge 240 del 2010 che cerchiamo di spiegarti in parole spicciole. Questa legge, oltre a fornire un codice etico e un fondo monetario per premiare gli studenti meritevoli, stabilisce nuovi parametri per l’assunzione di professori e ricercatori universitari. Viene anche stabilito un numero di ore fisse che ogni professore deve rispettare per i suoi incarichi.

E qui veniamo a una nuova distinzione tra le varie figure di professori che operano nelle università pubbliche.

Diventare professore nelle università pubbliche: le varie posizioni  

Esistono due tipologie di professori all’interno delle università pubbliche:

  • il professore associato (o di II fascia): è solo richiesto il superamento di un concorso pubblico.
  • il professore ordinario (o di I fascia): oltre ad essere richiesto il superamento di un concorso pubblico, è necessario aver già svolto almeno 350 ore annuali di insegnamento.

Diventare professore nelle università private  

Diciamo che per le università private, il viaggio per diventare professore universitario è molto più breve rispetto a quello che abbiamo descritto fino ad ora. Qui si procede per assunzione diretta tramite una messa a disposizione (per intenderci, la presentazione del proprio curriculum vitae) che l’aspirante docente invia all’università.

Anche per le università private ci sono due tipologie di professori:

  • il professore di cattedra, il cui ruolo è molto simile a quello che ha il professore dell’università pubblica;
  • il professore a contratto che termina il suo ruolo alla scadenza dei termini di assunzione.

N.B. Ovviamente anche per diventare professore nelle università private sono necessari dei titoli di studio idonei e l’Abilitazione ottenuta tramite concorso pubblico. Non si va poi così tanto lontano 😉

Differenze tra il professore dell’università pubblica e il professore della privata  

Ciò che salta all’occhio più di tutto è il fatto che mentre il professore dell’università pubblica è tenuto a continuare costantemente il suo lavoro di ricercatore e cultore della materia, il professore dell’università privata può “limitarsi” al suo ruolo di docente.

Un elemento comune c’è: l’ambizione che ogni professore deve e può avere per continuare a fare il proprio lavoro nel migliore dei modi ed aspirare a posizioni di rilievo non indifferenti all’interno del panorama accademico.

Allert ovvio! Con questo articolo abbiamo cercato di darti un’idea generale e una guida di quale sia il ruolo del professore e di come diventare professore universitario nel senso più ampio possibile. Tutte le università sono valide e tutte offrono delle opportunità lavorative non indifferenti. Spetta a te decidere come procedere e cosa diventare da grande!


Maria Chiara Ciullo

Hai bisogno di aiuto con il tuo percorso universitario?

Prenota una consulenza

Partecipa ai nostri webinar gratuiti ideati per aiutarti nella scelta universitaria

Scoprili tutti