Ti piacciono le lingue straniere e vorresti metterle al centro del tuo percorso universitario? In questo articolo cerchiamo di aiutarti illustrandoti le principali differenze tra i due corsi di laurea triennale più comuni in questo ambito: Lingue e Letterature Straniere (classe L-11) e Mediazione Linguistica (classe L-12).

Vediamo qual è la differenza tra Mediazione Linguistica e Lingue.

Lingue e Letterature Straniere

Il nome di questo corso può variare in base agli atenei, ad esempio chiamandosi Lingue e Culture Straniere oppure Lingue e Culture Moderne. In ogni caso, si tratta di un corso che offre un approccio umanistico e filologico alla materia, includendo insegnamenti come letteratura italiana, linguistica generale e applicata, filologia, glottologia e naturalmente lingua e letteratura straniera per le due o tre lingue che dovrai scegliere al momento dell’immatricolazione. Inoltre, potresti ricevere alcune nozioni di base sui principali strumenti informatici utilizzati per la ricerca e gli studi in campo filologico e letterario.

Mediazione Linguistica

Questo corso di laurea, conosciuto anche con il nome di Scienze della Mediazione Linguistica, dà la possibilità di approfondire le competenze scritte e orali di due o tre lingue straniere a tua scelta tra inglese, francese, spagnolo, tedesco; oppure russo, cinese, giapponese o arabo. Oltre a ciò, si affiancano anche insegnamenti sul patrimonio culturale delle aree geografiche in cui si parlano le lingue scelte, così come sulla traduzione e l’interpretariato. Il piano di studi prevede anche corsi di ambito economico, sociologico, giuridico e geopolitico.

Sbocchi professionali

Un laureato in Lingue e Letterature Straniere può trovare occupazione nei settori della diplomazia e della cooperazione internazionale. Ad esempio lavorando in ambasciate, consolati o per organizzazioni internazionali, oppure si può orientare verso la traduzione letteraria, l’editoria, il giornalismo o il turismo culturale.

Il mediatore linguistico

A chi, invece, ha appena conseguito una laurea in Mediazione Linguistica si aprono le porte della carriera da mediatore linguistico. Cioè una figura che da lavoratore dipendente o come libero professionista si occupa di facilitare la comunicazione tra persone, gruppi di persone, imprese o amministrazioni pubbliche parlanti la sua lingua madre con altri di lingua e cultura diversa. Il mediatore linguistico può lavorare in contesti pubblici e privati, nazionali e internazionali tra cui imprese, banche, ospedali, tribunali e servizi socio-educativi.

Lauree magistrali e insegnamento

La maggioranza degli studenti laureati sia in Lingue, sia in Mediazione Linguistica, però, decide di continuare il proprio percorso accademico iscrivendosi alla laurea magistrale. Vediamo quindi quali sono le alternative più adatte per rimanere nell’ambito delle lingue:

  • Lingue e Letterature Moderne Europee e Americane, LM-37
  • Lingue e Letterature Moderne per i Servizi Culturali, LM-38
  • Linguistica, LM-39
  • Traduzione Specialistica ed Interpretariato, LM-94.

Conseguire un titolo di laurea magistrale è indispensabile se vuoi lavorare come insegnante, in quanto solo con una laurea specialistica puoi partecipare ai concorsi pubblici che ti permettono di entrare successivamente nelle graduatorie.

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Annalidia Iorio

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