Finalmente sei uscito fuori dal tuo status di matricola. Il primo anno è passato e tra i primi esami dati, i primi traumi, le prime feste e gli interminabili libri, di fronte a te si para il secondo anno universitario. Tutto quello che devi fare è iscriverti al secondo anno di università.

In questo articolo non parleremo solo agli studenti che si devono iscrivere al secondo anno, ma anche agli studenti che devono iscriversi all’anno successivo al primo! Quindi, cercheremo di chiarire tutti i vostri dubbi: ma quindi, come avviene l’iscrizione al secondo anno di università? Ci sono crediti necessari? Le stesse procedure sono valide anche per i fuori corso? Scopriamo tutto!

Se sei invece impallato perché ti vuoi iscrivere per la prima volta in università, ecco la guida per te!

Come funziona l’iscrizione al secondo anno università

Ad agosto di solito escono già i primi bandi, dove sono scritte le lezioni, le materie e appaiono già le prime tasse universitarie. Di norma, per iscriversi al secondo anno universitario si dovrà pagare solo la tassa regionale e la possibile prima tassa d’iscrizione dell’università. Chi è esente dalle tasse universitarie? Chiunque abbia l’ISEE inferiore a una determinata soglia, e per poter far accedere l’università al vostro ISEE dovrai confermare ogni anno l’ISEEU.

Vorreste più chiarimenti in merito? Vi lasciamo un articolo che parla dell’ISEE Universitario!

Quanti crediti sono necessari per passare al secondo anno

Una delle preoccupazioni maggiori degli studenti è che per iscriversi ad anni successivi al primo servano dei CFU minimi: la risposta è si ma dipende.

Spieghiamoci meglio: ogni ateneo sceglie infatti da sé come gestire il flusso di studenti e le immatricolazioni agli anni successivi, ovviamente lo stesso vale per magistrali o altri tipi di percorsi di studio.

C’è un minimo di CFU che l’università richiede per potersi iscrivere agli anni successivi al primo, e per ogni anno c’è un quantitativo di CFU minimo. Questi CFU però non vanno a coincidere con gli esami propedeutici. Infatti si può passare al secondo anno senza aver svolto gli esami propedeutici, ma non si potranno fare gli esami che questi sbloccano.


Per chi non sapesse cos’è un esame propedeutico, è una tipologia di esame che è essenziale per comprendere altri esami del tuo piano di studi. Se non si supera questo, alcuni esami rimarranno bloccati. Quindi, non sono quelli che nel gergo vengono anche chiamati esami di sbarramento. Questi infatti sono esami che ti renderanno ripetente. Gli esami di sbarramento sono spesso gli OFA, ma non è così in tutte le università, quindi prestate attenzione al bando d’iscrizione!

Non sai cosa sono gli OFA? Ne abbiamo parlato qui, sia su cosa sono che su come superarli!

Infine, l’iscrizione a un anno universitario successivo al primo può essere addirittura più scabrosa perché verranno richiesti più CFU se si viene da un Ateneo esterno. Per scoprire il numero di CFU, anche in questo caso dovrai vedere sulla pagina dell’università in cui vorresti entrare e leggere nella documentazione con l’orientamento in entrata. Anche in questo caso, indicativamente l’informazione si troverà al di sotto dell’immatricolazione a un anno successivo al primo.

L’iscrizione è valida anche per i fuori corso

Ma per i fuori corso come funziona? Se prima si veniva salvati dal pagamento della tassa universitaria grazie all’ISEE, da adesso si dovrà pagare la tassa d’iscrizione, o meglio detta una penale, che sarà ridotta se si ha un ISEE basso, e più elevata se si ha un ISEE alto. Anche la percentuale di quest’ulteriore tassa cambierà di anno in anno. Questo varia a seconda del periodo di tempo in cui ci si trova nello status di fuori corso e secondo l’università. Oltre ciò, per il resto l’iscrizione ad anni successivi al primo vale nello stesso modo.

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Ciro Fierro

Scrittore, copywriter, Ghost writer, archeologo, musicista, fancazzista, mi piace fare di tutto. Non sono esperto di niente (ancora) ma mi appassiona ogni materia o argomento, e così sono entrato anche nel mondo della scrittura da ormai un po' di anni. Studio patrimonio culturale in università e basta (per adesso...che bella la doppia laurea)

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