Hai una laurea in ambito linguistico e devi dimostrare la tua competenza linguistica in particolari contesti? Vuoi lavorare in un’azienda dov’è richiesta la conoscenza delle lingue straniere? Vuoi insegnare lingue straniere a scuola?

Per rispondere a queste domande devi sapere che in alcuni contesti puoi dimostrare la tua conoscenza di una determinata lingua tramite una laurea in lingue o una certificazione linguistica.

In questo articolo risponderemo alla domanda del titolo. Spiegheremo i vantaggi e gli scopi della laurea in lingue e della certificazione linguistica e in quali contesti possono esserti utili. Inoltre, faremo luce anche sulle loro differenze in quanto l’una non si sostituisce all’altra. Sono titoli diversi utili per scopi differenti, ma in alcuni casi possono tornare utili entrambi. 

Perché conseguire una laurea in lingue straniere e assimilate?

La laurea in lingue straniere e assimilate oggigiorno risulta utile per lavorare in un mondo globalizzato. Le aziende spesso si aprono ai mercati internazionali e avere nel proprio organico un dipendente con elevate conoscenze linguistiche può fare la differenza. In questo modo, le aziende possono instaurare e mantenere relazioni commerciali con clienti e fornitori in tutto il mondo. I laureati in ambito linguistico possono lavorare, oltre che in azienda, anche nel settore turistico e culturale, nella diplomazia e negli affari esteri, nell’insegnamento e in tanti altri settori ancora. Se ami studiare lingue e culture straniere, puoi diventare in grado di relazionarti con persone da ogni angolo del pianeta. Puoi apprendere nuovi modelli culturali, nuove tradizioni e aprirti a nuove opportunità di lavoro. Se ti specializzi in una lingua e cultura che ami, puoi insegnarla ad altre persone trasmettendo tutto il tuo amore e la tua conoscenza. Magari qualcun altrə potrebbe appassionarsi a sua volta.  

Perché ottenere una certificazione linguistica?

La certificazione linguistica attesta in modo oggettivo la conoscenza di una lingua straniera. Per ottenerla è necessario seguire un apposito corso seguito da un esame che attesta le quattro abilità linguistiche di base. Queste sono: ascoltare, parlare, leggere e scrivere. Le certificazioni di lingua straniera sono attestati formali che seguono delle norme e dei modelli condivisi a livello nazionale o internazionale. Per questa ragione, possono essere rilasciate solo da organizzazioni riconosciute e autorizzate, come enti di formazione pubblici o privati.

La certificazione linguistica può esserti utile in ambito accademico per accedere a corsi di laurea o partecipare ai bandi Erasmus. Ancora, può essere utilizzata per conseguire crediti formativi universitari (CFU) per essere esonerati da esami di lingua straniera o per attestare un’idoneità linguistica. 

Nei prossimi paragrafi vedremo nello specifico anche altri scopi per cui puoi ricorrere a una certificazione linguistica!

Certificazioni linguistiche per GPS e concorsi docenti

Lo sapevi che se sei iscrittə nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) la certificazione linguistica può rivelarsi utile?! Premettiamo che non è obbligatorio averla, ma dal suo possesso potresti trarne vantaggio. Il conseguimento di una certificazione linguistica può essere utile per aumentare il proprio punteggio in GPS e nel concorso docenti. Generalmente viene valutato un solo titolo per ciascuna lingua straniera. I punti attribuiti alle certificazioni potrebbero variare in base ai vari bandi che si succedono nel tempo. Per questo, consigliamo di guardare le tabelle ministeriali allegate ai vari bandi, dove vengono riportati i titoli che danno punteggio per le GPS e per i concorsi docenti. 

Le certificazioni linguistiche possono risultare utili per i docenti degli istituti di ogni ordine e grado e per qualsiasi classe di concorso. 

Certificazioni linguistiche sul curriculum vitae: sì o no?!

Per attestare la conoscenza delle lingue straniere nel tuo curriculum vitae (CV), hai più possibilità in base alla posizione per cui intendi candidarti. Se ti candidi per una posizione lavorativa nel settore privato, la maggior parte delle volte potrebbe non essere richiesta la certificazione linguistica. In questo caso, consigliamo di dedicare una sezione del CV alle competenze linguistiche. Puoi inserire le lingue straniere che conosci, seguite da un’autovalutazione del tuo livello linguistico. La valutazione può essere elementare, intermedia o avanzata.

In altri casi, potresti aver bisogno del CV formato Europass per candidarti in posizioni lavorative sia nel settore privato, sia pubblico. Nei CV Europass è generalmente presente una sezione dedicata alle conoscenze linguistiche, dove dichiarare la tua competenza linguistica nelle quattro abilità linguistiche di base: ascoltare, leggere, parlare e scrivere. Potresti attestare il tuo livello di lingua in ciascuna di queste abilità in base ai livelli linguistici del QCER (Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue): A1 (il più basso), A2, B1, B2, C1 e C2 (il più alto). Per questo tipo di CV, la certificazione linguistica potrebbe tornarti utile, dato che attesta la tua conoscenza linguistica proprio tramite i livelli del QCER. Specifichiamo che i livelli del QCER sono riferiti in particolar modo alle lingue europee

In sostanza, non sempre occorre la certificazione linguistica per candidarsi in un posto di lavoro. A meno che non sia espressamente richiesto, non è necessario allegare copia del certificato, poiché l’autocertificazione è di per sé sufficiente.

Leggi il nostro articolo per scoprire come compilare Il Curriculum Vitae Europeo Europass!

Ma quindi la laurea in lingue vale come certificazione linguistica? 

Siamo finalmente nel momento clou del discorso: erroneamente si pensa che la laurea in lingue abbia valore di certificazione linguistica. Ma perché non è cosi?! La Nota MIUR 2034 del 10 giugno 2014 dichiara che la laurea in lingue straniere e assimilate non è valutabile come certificazione linguistica. L’art. 4 comma 1 del DM 7 marzo 2012 precisa che il possesso di una laurea magistrale in lingua straniera “corrisponde” con il livello C1 del QCER. Proprio quest’affermazione ha generato il malinteso, tanto che in alcuni casi la laurea è stata valutata come certificazione linguistica con conseguente attribuzione di punteggio nei concorsi. 

Infatti, la Nota MIUR 2034 dichiara illegittima questa procedura, che è passibile di eventuali sanzioni. Per questo, lə laureatə in lingue straniere e assimilate che vogliono aumentare il punteggio nelle GPS e nei concorsi e contemporaneamente dimostrare la propria conoscenza linguistica, potrebbero aver bisogno anche della certificazione linguistica.

Laurea in lingue vs certificazione linguistica: qual è più utile per l’insegnamento delle lingue a scuola?

Per concludere il discorso, vediamo che titolo per insegnare le lingue straniere nella scuola secondaria di I e II grado. Per l’attuale classe di concorso A22 (lingue e culture straniere nell’istruzione secondaria di I e II grado), che accorpa le vecchie classi di concorso A24 e A25, occorre una laurea in lingue straniere e assimilate. Ecco quali sono i titoli di accesso:

  • LM 36 – Lingue e letterature dell’Africa e dell’Asia; 
  • LM 37 – Lingue e letterature moderne europee e americane;
  • LM 38 – Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione;
  • LM 39 – Linguistica; 
  • LM 94 -Traduzione specialistica e interpretariato.

Questa classe di concorso è specifica per docenti su posto comune di lingua straniera. La certificazione linguistica, in questo caso non obbligatoria, potrebbe servire per aumentare il punteggio nelle GPS e nei concorsi docenti, come abbiamo spiegato sopra. Per questo scopo, il possesso di una laurea in lingue (o assimilata), congiunta a una certificazione linguistica, potrebbe fare la differenza per scalare le GPS e la vincita del concorso docenti. 

Leggi il nostro articolo Magistrale in Lingue: come scegliere quella giusta per te per approfondire le magistrali in ambito linguistico!

 

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Cristina

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