Lavorare in tribunale è il sogno di buona parte degli studenti di giurisprudenza e offre molte opportunità a persone con diverse formazioni e competenze. 

Il lavoro in tribunale può includere molte posizioni, come per esempio avvocato, giudice, magistrato e tante altre. 

Ciascuno di questi profili richiede competenze specifiche.

In questo articolo vedremo come lavorare in tribunale, e quali sono le opportunità e i requisiti!

Lavorare in tribunale 

Il tribunale, oltre che essere il tempio della giustizia, è anche un luogo di lavoro che offre numerose opportunità a tante persone con un unico scopo: ovvero quello di far funzionare nella maniera più efficace possibile la giustizia. 

Ora vediamo più nello specifico chi lavora in tribunale.

Lavorare in trbunale: Magistrato

Innanzitutto, nei tribunali lavorano i magistrati (o giudici), cioè coloro che sono chiamati a giudicare su una controversia tra parti private (processo civile) oppure tra lo Stato e una (o più) parti private (processo penale). 

I magistrati sono anche i pubblici ministeri (conosciuti come PM), cioè coloro che esercitano la pubblica accusa all’interno di un procedimento penale.

Accanto ai magistrati ordinari (o togati), che sono coloro che hanno partecipato e superato il concorso per la magistratura ordinaria indetto annualmente, ci sono anche i magistrati onorari, presi “in prestito” tra avvocati ed esperti in materie giuridiche per affiancare i togati.

Solitamente ai magistrati onorari sono affidate cause di limitato valore e importanza.

Come diventare magistrato

Per diventare magistrato il percorso è abbastanza lungo.
Dovrai innanzitutto ottenere la laurea in Giurisprudenza, esattamente come per gli avvocati. 

Una volta terminata questa fase potrai scegliere tra tre diverse strade:

  1. Frequentare la Scuola di Specializzazione per professioni legali, seguita poi da un tirocinio della durata di 18 mesi presso uffici giudiziari.
  2. Svolgere un tirocinio, sempre dalla durata di 18 mesi, presso l’Avvocatura dello Stato.
  3. Portare a termine un dottorato di ricerca in materie giuridiche.

Una volta completata una di queste strade, sarà necessario partecipare a un concorso apposito dove dovrai superare prove scritte e orali.
Dopo aver superato il concorso, potrai allora procedere con un ulteriore tirocinio da magistrato di 18 mesi, nel frattempo potrai esercitare la professione solo se al termine di questo ti verrà riconosciuta l’idoneità.

Lavorare in tribunale: Avvocati

Gli avvocati sono liberi professionisti e, perciò non hanno un ufficio proprio nei palazzi di giustizia ma rientrano senz’altro tra le persone che lavorano in tribunale.

Gli avvocati si recano ogni giorno nelle aule di giustizia per difendere i diritti dei propri assistiti. 

La celebrazione delle udienze non può prescindere dalla loro presenza, così come da quella del magistrato a cui è stata assegnata la causa.

In ogni tribunale, inoltre, sono presenti gli uffici che costituiscono il consiglio dell’ordine degli avvocati. Si tratta di un vero e proprio punto di riferimento per gli avvocati che sono iscritti all’ordine e che hanno bisogno di depositare documentazione e atti o, più semplicemente, di chiedere informazioni.

Come diventare avvocato

Per diventare avvocato c’è un apposito percorso di studi da intraprendere, che inizia con il conseguimento della laurea magistrale in Giurisprudenza.
Dopo l’ottenimento del diploma di laurea, al futuro avvocato aspettano altri anni di studio e diversi esami prima di poter esercitare ufficialmente la professione.

Una volta finita l’università, sarà necessario completare 18 mesi di tirocinio presso uno studio legale e partecipare a un corso di formazione.

Al termine di questo percorso, ci sarà un ulteriore esame da superare, composto sia da prove scritte che da prove orali. Dopo il superamento, potrai richiedere l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati e iniziare la carriera.

Leggi il nostro articolo riguardo la laurea in giurisprudenza.

Lavorare in tribunale: Cancellieri 

Affinché tutta la macchina della giustizia possa funzionare nel verso giusto ci sono i cancellieri che occupano gli uffici dei tribunali ove si trovano i fascicoli delle cause. 

Bisogna distinguere tra i cancellieri veri e propri, i quali sono gli unici che possono assistere il giudice in udienza e redigere il verbale, e gli addetti alla cancelleria, i quali non hanno questi poteri e hanno competenze di tipo pratico e non istituzionale.

I cancellieri (o assistenti giudiziari) sono funzionari pubblici, quindi dipendenti della pubblica amministrazione. 

I loro compiti principali sono:

  • rilascio di copie ed estratti autentici dei documenti prodotti;
  • iscrizione a ruolo della causa;
  • verifica della corresponsione del contributo unificato prescritto;
  • formazione del fascicolo d’ufficio e, nel processo civile, conservazione dei fascicoli di parte;
  • comunicazioni e notificazioni prescritte dalla legge o dal giudice, compresa la comunicazione alle parti dei provvedimenti del giudice;
  • pubblicazione della sentenza e gli adempimenti connessi, come la trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari delle sentenze implicanti trasferimenti di proprietà immobiliare o iscrizioni di ipoteche giudiziali;

Inoltre i cancellieri (o assistenti giudiziari), si occupano anche di funzioni amministrative, eseguite non in qualità di ausiliario del giudice. E svolgono funzioni quali:

  • redazione di atti notori;
  • ricezione di giuramenti su perizie stragiudiziali  e su traduzioni di atti e documenti;
  • rilascio di copie autentiche di documenti e autenticazione di sottoscrizioni;
  • rinunzie alle eredità;
  • accettazioni delle eredità con beneficio d’inventario;
  • custodia dei corpi di reato;
  • rilascio di certificazioni.

Come diventare cancelliere

A differenza delle altre professioni che lavorano in tribunale, ai cancellieri non è richiesta obbligatoriamente la laurea in giurisprudenza. Ma possono accedere al concorso anche se hanno conseguito la laurea, ad esempio, in economia e commercio o scienze politiche.

Lavorare in tribunale: Uffici della procura

Solitamente, l’ufficio della Procura della Repubblica ha sede in tribunale. Esso è composto da magistrati, dal personale appartenente alle diverse forze di polizia e dal personale amministrativo.

I magistrati in servizio alla procura (procuratore della Repubblica e sostituti procuratori) svolgono i diversi compiti che la legge attribuisce al pubblico ministero.

Il procuratore della Repubblica, seguendo criteri prestabiliti dalla legge, assegna a sé (o ai suoi sostituti) la trattazione dei singoli procedimenti penali nascenti dalle notizie di reato trasmesse alla procura nonché dei procedimenti civili che prevedono l’intervento del PM e, più in generale, organizza il lavoro dell’ufficio. 

Ogni magistrato svolge le indagini relative ai procedimenti che gli sono assegnati e prende parte alle udienze penali per i processi instaurati a seguito delle indagini.

Alcune funzioni come la partecipazione alle udienze che si tengono davanti al giudice monocratico ed al giudice di pace, possono essere affidate ai vice procuratori e magistrati onorari nominati dal Consiglio superiore della magistratura per un periodo di tre anni.

Ogni Procura della Repubblica dispone anche di una sezione di polizia giudiziaria, composta da ufficiali ed agenti appartenenti a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e ad altre forze specializzate.

Il personale amministrativo, infine, è composto da funzionari ed impiegati dipendenti dal Ministero della Giustizia e svolge diverse funzioni, che vanno dalla tenuta dei registri ed al rilascio dei certificati previsti dalla legge, al lavoro di segreteria, all’aggiornamento dei dati inseriti nel casellario giudiziale, ecc.

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Giovanni Putzu

In Uniperte sono un articolista e specialista SEO.
Nella vita sono un tecnico informatico e giornalista ma mi occupo anche di casting e pubblico tv. Le mie più grandi passioni sono i viaggi, la televisione, lo spettacolo e la musica. Il mio sogno nel cassetto è quello di scrivere e lavorare ad un programma tutto mio su rete nazionale

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