Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea ormai da diversi anni. La Brexit ha cambiato profondamente le opportunità dei giovani, sia europei che britannici, agendo anche sulla mobilità degli studenti. La cittadinanza europea offre, infatti, tanti vantaggi. Tra questi, uno dei più importanti per i giovani è sicuramente il programma Erasmus, che permette di vivere un periodo di studio all’estero. L’esperienza arricchisce notevolmente il bagaglio culturale degli studenti e gli offre la possibilità della condivisione di opportunità.

Con la Brexit era stato sancito uno stop anche per questo progetto, ma ci sono importanti news.

Andiamo a vedere le ultime novità sull’Erasmus e a conoscere meglio questa grande opportunità!

Cosa è successo dopo la Brexit?

Dall’uscita ufficiale di Londra dall’UE, le partenze tradizionali verso il Regno Unito si sono interrotte, costringendo le università a muoversi in autonomia. In questi anni, per continuare a viaggiare, gli studenti hanno dovuto fare affidamento su specifici accordi bilaterali stretti direttamente tra i singoli atenei italiani e quelli britannici. Nel frattempo, per colmare il vuoto lasciato dall’Erasmus, il governo di Londra ha lanciato un proprio programma nazionale: il Turing Scheme.

Il Turing Scheme ha sostituito l’Erasmus?

Questo progetto, intitolato al famoso matematico Alan Turing, nasce però con una formula diversa rispetto all’Erasmus. Si tratta infatti di un piano unilaterale: il governo britannico finanzia borse di studio per mandare i propri studenti in giro per il mondo (non solo in Europa), ma non prevede fondi speculari per coprire le borse dei giovani europei che vogliono entrare nel Regno Unito. Per i ragazzi europei, quindi, le porte dell’università inglese sono rimaste socchiuse, regolate solo da intese private tra istituti e spesso ostacolate da nuovi costi extra, come visti di studio e tasse universitarie internazionali. Ma, come abbiamo accennato, le cose stanno per cambiare di nuovo!

Erasmus: il ritorno del Regno Unito

Dopo anni di titubanza, la situazione è cambiata radicalmente. Il governo britannico e l’Unione Europea hanno raggiunto una svolta storica.

Il Regno Unito rientra in Erasmus dal 2027.

L’accordo ufficiale è stato formalizzato dopo lunghi negoziati diplomatici fortemente promossi anche dagli studenti stessi. Dal 1° gennaio 2027, la Gran Bretagna parteciperà come paese terzo associato, un po’ come già avviene per altri Paesi come la Norvegia.

Gli studenti europei potranno finalmente tornare a studiare in Inghilterra. Si prevede che oltre 100.000 giovani beneficeranno del piano ogni anno. Una bellissima notizia per chi sogna il Regno Unito.

Londra finanzierà il programma con circa 570 milioni di sterline. Questa novità affiancherà il precedente progetto nazionale Turing Scheme.

Vuoi prepararti al meglio per un’esperienza all’estero o in Europa? Leggi i nostri articoli sulla Guida Universitaria di Uniperte per scoprire tutti i segreti della mobilità internazionale!

Erasmus: Tutto quello che devi sapere: FAQ e consigli utili

Cos’è l’Erasmus?

L’Erasmus è il programma della Commissione Europea per istruzione, formazione e gioventù.

Il progetto nasce nel 1987, il nome è un acronimo che sta per EuRopean Community Action Scheme for the Mobility of University Students. Questo nome ricorda Erasmo da Rotterdam, noto umanista olandese.

Il piano copre investimenti costantemente potenziati. L’obiettivo principale è accrescere la mobilità e l’occupazione giovanile in Europa. Il programma promuove l’inclusione sociale e la cooperazione tra Stati.

L’Erasmus aiuta davvero a trovare lavoro?

Sì, secondo i dati ufficiali, gli studenti con esperienze all’estero trovano lavoro più facilmente. I recruiter, infatti, apprezzano molto la mobilità internazionale nei curricula. Chi parte sembra acquisire competenze trasversali molto richieste dalle aziende. I partecipanti sviluppano forte apertura mentale e autonomia, imparano a parlare fluentemente le lingue straniere e a risolvere problemi.

Come funzionano i tirocini europei e gli stage?

A proposito di lavoro, il programma finanzia anche l’Erasmus+ Traineeship per fare stage in aziende estere. Dopo queste esperienze di tirocinio, i dati evidenziano che non pochi studenti vengono assunti direttamente dagli stessi enti che i hanno accolti. Per trovare uno stage puoi consultare piattaforme specializzate: il sito ufficiale di EU4EU è perfetto per questo scopo. Il network EU4EU, infatti, unisce tantissime università e aziende europee.

Inoltre, puoi cercare offerte utili anche su altre piattaforme, come ad esempio LinkedIn.

Quanto dura il periodo all’estero?

La mobilità per studio dura da un minimo di 3 mesi a un massimo di 12 mesi. La durata dipende dagli accordi della tua università.

Posso fare più di un Erasmus nella mia carriera?

Sì, puoi partire più volte. Il limite massimo è di 12 mesi per ogni ciclo di studio (Triennale, Magistrale e Dottorato).

Dove posso andare oltre all’Inghilterra?

Oltre al Regno Unito, puoi scegliere tra i paesi membri dell’UE e alcuni paesi associati. Dal 2027 lo UK si aggiungerà nuovamente alla lista, ma le mete da raggiungere sono tantissime. Consulta sempre il bando del tuo ateneo per conoscerle tutte.

Le persone con disabilità possono partecipare?

Certamente, l’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE garantisce fondi appositi per i bisogni specifici. Il programma copre i costi aggiuntivi di supporto; i contributi extra, ad esempio, vengono impiegati per l’accoglienza e l’assistenza tecnica. L’Erasmus, per sua stessa natura, vuole essere un progetto inclusivo e accessibile per ogni singolo studente.

A quanto ammonta la borsa di studio mensile?

Il contributo economico mensile varia in base al costo della vita del paese di destinazione. Le mete sono divise in tre gruppi. I paesi con la vita più cara offrono borse più alte. Di lavoro l’importo base oscilla tra i 250€ e i 350€ al mese. A questa cifra si aggiungono spesso le integrazioni ministeriali o regionali basate sull’ISEE. Anche queste informazioni puoi trovarle nel bando della tua università.

Se vuoi saperne ancora di più, leggi la nostra guida completa sul programma Erasmus!

Articolo aggiornato da Luigi Filippo Esposito 


Beniamino Strani

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