Se frequenti l’università o sei uno studente delle scuole superiori che vuole affacciarsi al mondo universitario, avrai notato che esiste uno strano modo di dare i voti. Ormai, per noi universitari questa è una prassi, ma perché i voti sono in trentesimi? E quanto influiscono sul voto di laurea? O ancora, perché il voto massimo è 110? Risponderemo a tutte queste curiosità sui voti in trentesimi in questo articolo.

Perché si utilizza ancora il voto in trentesimi

Il voto in trentesimi è un voto vecchio quasi quanto l’Italia…anzi, più vecchio della democrazia. Infatti, il voto in trentesimi venne inserito nelle università italiane tramite il decreto regio del 1938, che affermava che una commissione d’esame doveva essere composta da tre professori e ogni professore doveva avere 10 punti sul voto totale. Sempre tramite la stessa legge, l’idoneità per passare l’esame si otteneva con i 6/10 del voto totale. Questo decreto però è caduto negli anni ’70, ovvero da quando hanno smesso di esserci tre professori a fare gli esami diventando solo uno, o al massimo due, che comunque decretavano e decretano tuttora il voto in trentesimi. Abbiamo quindi capito che gli esami universitari sono cambiati di parecchio da allora. Ma vale lo stesso per la seduta di laurea? Vediamolo subito!

Perché il voto massimo di laurea è 110

Adesso passiamo all’altra parte del decreto, ovvero quella che ha definito il voto di laurea di 110. Il sistema del decreto dice, anche in questo caso, che la commissione d’esame deve essere formata da 11 persone e ognuna di queste ha 10 punti da poter dare per il conseguimento della laurea. Sappiamo che oggi le sedute di laurea sono molto diverse, ma il 110 è rimasto, e diventa il risultato della media dei voti presi durante gli anni di accademici. Inoltre, anche la commissione influenza e incide sul voto finale.

Voti in trentesimi universitari a cosa corrispondono

Adesso andiamo ad analizzare, tramite una semplice tabella, a quanto corrispondono i voti in trentesimi rispetto a quelli scolastici:

  • 1-2-3 corrispondono ovviamente all’1 in decisimi
  • 4-5-6 corrispondono al 2
  • 7-8-9 corrispondono al 3
  • 10-11-12 corrispondono al 4
  • 13-14-15 corrispondono al 5
  • fino al 17 corrispondono ancora al 5 (17= 5,75)
  • Dal 18 in poi si viene prossimi, quindi 18 = 6
  • 19 = 6,33
  • 20= 6,66
  • 21 = 7
  • 22 = 7,33
  • 23 = 7,66
  • 24 = 8
  • 25 = 8,33
  • 26 = 8,66
  • 27 = 9
  • 28 = 9,33
  • 29 = 9,66
  • 30 = 10

Differenza tra media aritmetica e ponderata

Ti lasciamo in ultimo con una curiosità che potrebbe esserti utile per capire quanto vale un voto. Infatti, quando appare il voto sul tuo libretto, avrà due pesi differenti, in base alla media che andrai a guardare. Esistono infatti la media aritmetica e la media ponderata. Nella media aritmetica tutti i valori sono tra loro equiparati, mentre nella media ponderata il peso del voto viene definito e varia anche in relazione al numero di CFU corrispondenti all’esame. 

Infine, clicca sul nostro articolo se hai dubbi su quando accettare e quando rifiutare il voto di un esame universitario.

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Ciro Fierro

Scrittore, copywriter, Ghost writer, archeologo, musicista, fancazzista, mi piace fare di tutto. Non sono esperto di niente (ancora) ma mi appassiona ogni materia o argomento, e così sono entrato anche nel mondo della scrittura da ormai un po' di anni. Studio patrimonio culturale in università e basta (per adesso...che bella la doppia laurea)

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