La cultura è una fonte che da tutti può essere riempita e dalla quale tutti possono attingere. La fonte del sapere Universitario viene alimentata mediante le pubblicazioni scientifiche.

Ma come funzionano? Come faccio a pubblicare? Quante pubblicazioni servono per diventare ricercatore o professore? Adiamolo a vedere.

Le Pubblicazioni Universitarie

Una pubblicazione universitaria è un documento che sintetizza i risultati di una ricerca o di uno studio effettuato.

L’articolo scientifico è realizzato seguendo il principio di oggettività. Dunque saranno resi chiari i metodi con cui è stato condotto il lavoro, i dati analizzati e le conclusioni che ne derivano.

Il numero ed il calibro degli articoli pubblicati contribuiscono ad accrescere il lustro di un ricercatore o di un docente universitario. È quindi molto importante, nell’ambito accademico, condurre studi e pubblicare.

Esistono fondamentalmente due tipologie di pubblicazione scientifiche: il paper e la review.

Il paper

Il paper è il resoconto vero e proprio di uno studio. Porta dunque a conoscenza della comunità nuovi dati e spesso dimostra qualcosa che prima non si sapeva. Esso ha una struttura ben precisa.

Consta essenzialmente di:

  • un titolo con l’indicazione degli autori;
  • un abstract, ovverossia un sommario in cui si spiega brevemente in cosa consiste lo studio;
  • un’introduzione, dove sono illustrati la problematica, lo scopo del lavoro e tutti i vantaggi che ne conseguono;
  • una sezione detta materiali e metodi in cui si spiegano le metodologie impiegate che consentono la riproducibilità dello studio;
  • una sezione dove sono spiegati i risultati ottenuti;
  • una discussione in cui i risultati vengono effettivamente discussi;
  • una conclusione dove sono espresse le considerazioni finali e dove, in maniera esplicita, è chiarito se si è effettivamente verificato ciò che si intendeva dimostrare o meno;
  • La bibliografia, cioè un elenco delle fonti citate nel lavoro.

La review

La review è, invece, un documento dove vengono messi a confronto dati raccolti da più paper, allo scopo di mettere insieme tutte le informazioni che si conoscono su un dato fenomeno.

La struttura della review è un po’ diversa da quella del paper. Abbiamo infatti sempre un abstract e un’introduzione, poi c’è un corpo centrale nel quale abbiamo il confronto fra i vari studi esaminati e poi delle osservazioni conclusive.

Il fattore di impatto delle pubblicazioni scientifiche

L’Impact Factor (IF) è un indice sintetico che misura il numero medio di citazioni ricevute da un articolo scientifico. Cioè indica quante volte in altre pubblicazione viene tenuto in considerazione un dato studio. Questo è ovviamente un fattore fondamentale perché più altri studiosi si rifanno al tuo articolo, più questo può considerarsi “importante” e quindi, con il prestigio dell’articolo aumenta anche quello degli autori.

Quante pubblicazioni scientifiche occorrono per diventare ricercatore

Diventare ricercatore è il sogno di tanti studenti universitari. Oltre a contribuire al progresso scientifico, infatti, è il primo step per intraprendere la carriera accademica e sperare di diventare professore.

Per essere ricercatore occorre soddisfare vari requisiti fra cui essere autore di almeno 5 pubblicazioni negli ultimi 5 anni.

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Quante pubblicazioni scientifiche occorrono per diventare professore

Anche per diventare professore, tra gli altri requisiti, viene valutata l’attività di pubblicazione.

Ma per diventare professori i numeri salgono. Dipende dall’ambito nel quale si intente insegnare ma, se ad esempio consideriamo le scienze chimiche, per diventare professore associato occorrono almeno 25 lavori di cui almeno 10 negli ultimi 5 anni ed un valore di almeno 60 della somma degli IF di tutti i lavori scientifici. Per diventare professore ordinario occorrono invece almeno 45 lavori di cui almeno 15 negli ultimi 5 anni ed un valore somma IF di almeno 130.

Per conoscere i requisiti per altri ambiti disciplinari si può fare riferimento a questo documento.

Se non conosci la differenza fra le tipologie di docente universitario clicca qui.

Come si fa una pubblicazione scientifica

La prima cosa è avere una chiara idea in mente sugli obiettivi del lavoro. A questo punto, verificato che non ci sia già una pubblicazione simile in letteratura, disegni il tuo studio. Ti dedichi quindi alla parte sperimentale, raccogliendo tutti i dati ed interpretandoli. Terminata questa parte puoi preparare il tuo articolo.

Ora devi inviarlo ad una rivista, ovviamente scegliendone una che tratti dell’argomento del tuo lavoro. L’editor della rivista ha due scelte: se il lavoro non è coerente al proprio ambito scientifico lo rifiuta, altrimenti lo invia ai referee.

Questi sono dei soggetti competenti nella materia della pubblicazione, che devono analizzare l’articolo e preparare un report per l’editor esprimendo se lo ritengono accettabile o se per essere pubblicato necessita di alcune modifiche.

A questo punto operi i cambiamenti richiesti e lo rimandi all’editor che lo rimanda ai referee (non necessariamente gli stessi già contattati in precedenza).

Questo processo, che prende il nome di peer review (revisione fra pari) può potenzialmente durare all’infinito. Alla fine, solo quando il lavoro è ritenuto valido, può essere pubblicato.

L’articolo non può essere inviato a più riviste scientifiche contemporaneamente. Se una prima rivista rifiuta il lavoro si può passare ad una seconda e così via.

Dove trovare le pubblicazioni scientifiche

Gli articoli scientifici possono essere ricercati utilizzando motori di ricerca dedicati. Esempi sono PubMed, che è il più frequentemente utilizzato in ambito medico o Google Scholar. Si possono cercare gli articoli per vari parametri, come il titolo, l’autore, o, caso più frequente, per parole chiave.

Alcuni articoli sono prelevabili gratuitamente mentre altri sono a pagamento. Spesso però, grazie alle credenziali fornite dalle università (come ad esempio tramite la mail istituzionale), è possibile visionare anche contenuti che altrimenti bisognerebbe pagare.

Chi può scrivere articoli scientifici?

Non esiste una legge che vieti a qualcuno di scrivere un articolo scientifico. Certo, per pubblicare su un determinato argomento devi esserne competente. Per questo nel gruppo di ricerca ci sono sempre professori universitari o comunque ricercatori di livello. Ma spesso viene data la possibilità di partecipare anche a professionisti più giovani. Generalmente allo specializzando o al dottorando viene data l’opportunità di pubblicare almeno qualche articolo.

L’importanza della ricerca scientifica

La ricerca scientifica è ciò che ci fa progredire nelle nostre conoscenze. Che si tratti di uno studio clinico o di una review di chimica organica è grazie alle pubblicazioni che la scienza va avanti. Ma non bisogna farsi accecare dal dimostrare di avere ragione a tutti i costi. Anche pubblicare risultati che confutano la nostra idea aiuta la Comunità a fare progressi, a porsi nuovi obiettivi e a spingersi sempre oltre.

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Luigi Filippo Esposito

Studente di Medicina e Chirurgia e in Uniperte articolista ed esperto dell’Area Sanitaria. Ho vissuto sulla mia pelle la difficoltà di decidere quale direzione dare alla propria vita, ed ecco perché ho scelto di far parte di
Uniperte, per aiutare gli studenti a scegliere il proprio percorso con consapevolezza e serenità.

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