Che tu abbia appena iniziato il tuo percorso universitario, o sia una matricola da un po’, l’articolo di oggi ti sarà super-utile per orientarti al meglio! Parleremo infatti della figura di professore universitario e altre tipologie. Stay tuned!

Professore universitario

Esistono i professori di prima fascia, noti anche come professori ordinari. Essi sono titolari dell’insegnamento ufficiale di una materia, quindi di cattedra. Per diventare professore ordinario bisogna prendere parte ad un concorso pubblico. In questo articolo vi spieghiamo come diventare professore universitario.

Il professore di seconda fascia è anche conosciuto come professore associato, figura di professore universitario a cui si accede con pubblico concorso. Il professore associato ha piena titolarità d’insegnamento e libertà di ricerca.

Per passare da professore associato a professore ordinario, bisogna insegnare dalle 250 alle 350 ore annuali. Dopodiché, passato un altro concorso pubblico, si può diventare docente ordinario.

Ricercatori

Vi sono poi i ricercatori, il cui contratto può essere tipo indeterminato o determinato.

I ricercatori a tempo indeterminato sono figure ad esaurimento, per i quali sono ammessi solo concorsi per trasferimento tra sedi universitarie. I loro compiti sono stabiliti dal citato decreto all’art. 32 come segue:

«I ricercatori universitari contribuiscono allo sviluppo della ricerca scientifica universitaria e assolvono a compiti didattici integrativi dei corsi di insegnamento ufficiali. Tra tali compiti sono comprese le esercitazioni, la collaborazione con gli studenti nelle ricerche attinenti alle tesi di laurea e la partecipazione alla sperimentazione di nuove modalità di insegnamento ed alle connesse attività tutoriali… Essi adempiono a compiti di ricerca scientifica su temi di loro scelta… Possono altresì svolgere, oltre ai compiti didattici, di cui al precedente comma, cicli di lezioni interne ai corsi attivati e attività di seminario. Possono altresì partecipare alle commissioni d’esame di profitto come cultori della materia.»

Per quanto concerne i ricercatori a tempo determinato, essi possono avere due tipi di contratti. Una tipologia di contratti triennali, non rinnovabili, al termine dei quali è possibile accedere direttamente al ruolo di Professore di II fascia, se in possesso dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, e a seguito di valutazione positiva dell’ateneo. Oppure possono firmare un contratto della durata di tre anni, rinnovabile per ulteriori due anni.

I ricercatori a tempo determinato stipulano accordi con le Università, al fine di svolgere attività di ricerca, di didattica, di didattica integrativa e di servizio agli studenti; sono scelti mediante procedure pubbliche di selezione.

La maggior parte delle carriere di ricercatori è proiettata al diventare professore universitario.

Assegnista di ricerca

Un’altra figura presente in ambito accademico è l’Assegnista di ricerca. Ogni contratto individuale può avere una durata minima di un anno e massima di tre anni, ma non più di sei. Il conferimento dell’assegno avviene tramite una selezione pubblica, per titoli e colloquio. È un accordo tra l’università e l’assegnista, ma non figura come un contratto di lavoro subordinato e non dà alcun diritto all’accesso nei ruoli del professore universitario. Il suo compito è quello di collaborare sotto la direzione di un responsabile scientifico, in condizioni di autonomia e nei limiti dettati dagli obiettivi dei programmi di ricerca.

Infine, potrai incontrare l’assistente, ossia un dottorando, borsista o ricercatore che affianca il docente universitario e lo aiuta durante le lezioni. Essi forniscono un importante contributo per lo svolgimento di lezioni.

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Ornella Russo

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