In questo articolo poniamo luce su un tema molto noto che ha spesso bisogno di chiarezza: che cos’è il Dottorato? E soprattutto, a cosa serve?

Parliamo subito di tutti i dettagli a riguardo!

Che cos’è il Dottorato

Il Dottorato, o Dottorato di Ricerca, è ritenuto il livello d’istruzione più alto in Italia dal 1980. Equivale a un ulteriore percorso di studio post Laurea (successivo anche alla specialistica) il cui obiettivo si concentra sulla Ricerca nel campo di uno specifico interesse, ovvero di una specifica materia d’insegnamento. La durata può variare dai 3 ai 5 anni (con possibilità spesso di svolgere un periodo all’estero se richiesto) e, in ogni caso, lo studente-ricercatore impegnato in questo percorso, ovvero il dottorando, è regolarmente retribuito con una borsa di studio.

A che cosa serve

Ma a che cosa serve il Phd? Possiamo individuare tre motivi fondamentali per cui scegliere di prendervi parte.

  1. Innanzitutto è fondamentale per chi ha intenzione di intraprendere la Carriera Accademica: la preparazione del Dottorando è assolutamente più ricca e profonda rispetto a quella di un “semplice” Laureato, dunque offre molteplici possibilità per la Carriera Universitaria.
  2. In secondo luogo, il Dottorato può essere utile per entrare a buon diritto in un comparto di Ricerca e Sviluppo di un’azienda.
  3. Parliamo infine della ricchezza delle Soft Skills: è un lavoro estremamente formativo. Pubblicare testi, articoli su riviste scientifiche, ottenere risultati importanti, apprendere tanto in poco tempo: sono qualità eccezionali ed estremamente richieste nel mondo del lavoro.

Dunque, alla fatidica domanda: “il Dottorando ha più possibilità di trovare lavoro?” vi rispondiamo dicendo sì, ha assolutamente maggiore possibilità di migliorare la propria prospettiva lavorativa e anche il suo percorso formativo, questo soprattutto in vista di un miglioramento delle competenze professionali che acquisisce il dottorando, oltre all’esperienza e allo spirito critico formato.

Come e chi può partecipare

Si può partecipare prendendo parte al concorso bandito dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (alla voce 4a serie speciale-concorsi ed esami, parte prima bis). L’ammissione è a numero chiuso ed ogni università emana un Bando autonomo: nel Bando vengono indicati il termine e le modalità per la presentazione della domanda d’ammissione al concorso.

I requisiti richiesti sono:

  • Il possesso di una laurea riconosciuta in Italia (Vecchio Ordinamento oppure la nuova Laurea Specialistica ovvero Magistrale) oppure straniera non riconosciuta che viene esaminata direttamente dalla commissione ai soli fini dell’ammissione al Dottorato di ricerca (ai sensi dell’art. 6 comma 6 del decreto ministeriale 509 del 3/11/1999). Alcuni corsi potrebbero richiedere il possesso di una specifica laurea ai fini della partecipazione al Corso.
  • Essere cittadini dell’Unione Europea.

Al di là dei seguenti requisiti, estremamente importante è il voto di Laurea (spesso può essere richiesta una griglia di tutti gli esami con votazione annessa), in più è consigliabile partecipare al concorso con un’ottima tesi di Laurea e proporre un buon progetto di ricerca.

Ad ogni modo, i requisiti specifici di partecipazione sono solitamente considerati dalle diverse università.

Differenze fra i vari tipi di Dottorato

Il Dottorato però non è unico! Facciamo una distinzione fra le tre fasce del Dottorato di ricerca: con borsa di studio, con retribuzione e senza borsa di studio.

  • Con borsa di studio: il Dottorando con borsa di studio riceve un compenso annuale (dai 13.000 ai 16.000 euro lordi) ed è esonerato dal pagamento dei tributi per l’accesso e per la frequenza ai corsi.
  • Senza borsa di studio: il Dottorando privo di borsa di studio ha gli stessi doveri e lo stesso carico di lavoro del Dottorando con borsa, ma non gode di alcun sostegno economico e deve pagare le tasse della frequenza ai corsi.
  • Con retribuzione mensile: il Dottorando, di nuovo, senza borsa di studio, ha i suoi stessi doveri ed il suo stesso carico, tuttavia è retribuito mensilmente piuttosto che annualmente.

Queste tre caratteristiche dipendono dalla posizione ottenuta in graduatoria.

Accanto al Dottorato di Ricerca vi è un altro grado massimo d’istruzione: il Philosophiae Doctor.

In questo caso parliamo di un massimo livello d’istruzione a titolo mondiale: la stessa tipologia di di Phd viene intrapresa non solo per aspirare alla Carriera Accademica, ma anche per avere accesso a posizioni prestigiose all’interno di specifiche aziende.

Attenzione: spesso il Dottorato ed il Philosophiae Doctor vengono segnalati come medesimo percorso dalla diversa definizione!

Che differenza c’è tra Master e Dottorato

Un altro dubbio molto diffuso è la confusione fra Master e Dottorato; parliamo delle differenze fra i diversi percorsi.

La prima differenza fondamentale sta nel fatto che il Master non ha lo stesso grado d’importanza del Dottorato. In secondo luogo, a differenza di quest’ultimo, il Master ha una durata inferiore (2-3 anni) ed è (quasi) completamente teorico. Infine, il Master non è retribuito, dunque i frequentanti sono esenti dai “privilegi” di cui godono i Dottorandi.

Ad ogni modo, il Master resta sempre un validissimo corso di studi post Laurea: per avere informazioni più dettagliate a riguardo, premete qui o qui!

Come partecipare al Phd

Come fare se si vuole prendere parte al Dottorato di Ricerca?

Vi sono due strade in base alle esigenze: se parliamo di un Phd da svolgersi in Italia, potete consultare i Bandi del MIUR nei quali troverete tutte le Università e gli insegnamenti disponibili a riguardo; se avete in mente un Dottorato all’estero, vi consigliamo di consultare questo sito dedicato.

Se siete interessati ad essere aggiornati su eventuali dottorati attivi, seguiteci sul nostro canale Telegram tramite questo link.

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Annalidia Iorio

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