Mappe mentali per studiare meglio: lo dice la scienza

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Negli ultimi tempi si è sentito molto parlare delle mappe mentali (o mind mapping), una tecnica per studiare e prendere appunti estremamente efficace, soprattutto per alcuni tipi di apprendimento. In questo articolo andremo ad analizzare accuratamente la tecnica delle mappe mentali per capire di che cosa si tratta, come funziona e a quale stile di apprendimento è associata.
Curioso/a? Continua a leggere per scoprirne tutti i dettagli!

Cosa sono le mappe mentali

La struttura delle mappe mentali è stata studiata e progettata da uno psicologo inglese, il Dottor Tony Buzan, alla fine degli anni 60 del ‘900. Egli cercava un modo per poter sfruttare le capacità mentali umane e potenziarle; così arrivò ad elaborare questo strumento: le mind maps.

Le mind maps, conosciute in Italia col nome di mappe mentali, sono un metodo per rappresentare ed elaborare il pensiero. Rappresentano una tecnica visiva per stimolare le capacità individuali, sfruttando i processi associativi del nostro cervello per stimolare la memoria visiva ed il ricordo.
In poche parole, la struttura della mappe mentali si basa sulla struttura del funzionamento del nostro cervello, in questo modo, rappresentano una tecnica estremamente efficace per lo studio.

Le mappe mentali hanno una struttura ad albero: si originano dal centro per poi andarsi a ramificare verso l’esterno. Tutti gli elementi della mappa sono collegati tra loro singolarmente, attraverso un ramo, quindi ogni elemento avrà un ramo che lo collegherà all’elemento antecedente ed uno che lo collegherà a quello successivo.

Di conseguenza, le mind maps possono essere una scelta vincente in ambito universitario, perché ci danno la possibilità di avere una maggiore padronanza e una visione costantemente completa della materia/argomento che dobbiamo preparare.

A quale stile di apprendimento si associano le mappe mentali

Le mappe mentali sono uno strumento universale e versatile, potenzialmente adatto ad tutti. Ciò non toglie che ci siano dei profili sicuramente più affini a questo tipo di tecnica.
Sappiamo che ognuno di noi studia e apprende in modo differente, esistono infatti diversi stili di apprendimento:

  • visivo verbale
  • visivo non-verbale
  • uditivo
  • cinestesico

Per stile di apprendimento si intende la modalità in cui una persona immagazzina, elabora e recupera le informazioni.
Di conseguenza, il mind mapping è una tecnica ancora più efficace per tutte quelle persone che hanno una buona memoria visiva e, in generale, tendono verso uno stile di apprendimento visivo non-verbale.

Che differenza c’è tra mappa concettuale e mappa mentale

Al contrario di come si potrebbe pensare, le mappe concettuali e le mappe mentali non sono la stessa cosa. Vediamo bene quali sono le loro principali differenze.

Le mappe concettuali sono basate sul concetto della razionalità e del riassunto. Hanno una struttura schematica e ripetitiva e non necessitano l’uso dei colori. Sono spesso utilizzate per riassumere e schematizzare i libri di testo e/o i macro-argomenti.
Inoltre, le mappe concettuali sono una strumento importante, se non indispensabile, per gli alunni BES o DSA.

Al contrario, le mappe mentali si basano sulla creatività del soggetto. Sono una rappresentazione grafica del pensiero e hanno una struttura gerarchica e associativa. I colori aiutano a categorizzare e distinguere tra loro i concetti, potenziando la memoria visiva.

Ci sono altre tecniche di memoria?

Le mind maps non sono certo l’unico metodo per sviluppare la memoria.
Esistono infatti diversi metodi per prendere appunti all’Università e per facilitare lo studio. Se vuoi scoprire quali sono le altre tecniche visita questi articoli:

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