La radio universitaria: un’esperienza formativa da non perdere

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Siete tutti pronti per un nuovo articolo targato Uniperte? E allora 3… 2… 1… Let’s go! Anche qui, nella tua community universitaria preferita, sono le 13:00! E noi, precisi come sempre, vogliamo parlarvi di un tirocinio universitario molto diffuso: quello alla radio. Non sono pochi gli Atenei italiani che posseggono web radio interne, presso cui è possibile svolgere il tirocinio formativo. Cos’è una web radio, vi starete chiedendo? Con questo termine si designano le emittenti radiofoniche digitali, che non hanno una frequenza propria ma si trasmettono attraverso Internet.

Cosa si impara in radio?

Se pensi che chi lavora in radio sia solo lo speaker che ascolti quando guidi o fai la doccia, forse dovresti continuare con la lettura dell’articolo: scoprirai che le figure professionali al suo interno sono molte di più. Di seguito, le elenchiamo:

Station manager

In italiano è più noto come “direttore artistico”, che, per intendere meglio, è l’equivalente del direttore responsabile di una redazione giornalistica. La radio universitaria, proprio come un giornale, è un importante mezzo di comunicazione. Per questo motivo c’è bisogno di un supervisore di contenuti che vanno in onda, di conseguenza c’è la figura dello station manager.

Speaker

Lo speaker accompagna gli ascoltatori durante il programma radiofonico. Parla con una buona dizione ed è in grado di improvvisare. La radio è come un mare che non ha fine e lo speaker cavalca l’onda senza fermarsi mai, senza pause o esitazioni. I programmi possono essere distinti per argomenti (sport, attualità, cinema, curiosità) oppure per il tipo di musica che si trasmette in quella determinata fascia oraria. Lo speaker non conduce il programma impreparato, ma viene supportato da un testo scritto a cura dell’autore.

Autore

Ogni programma radiofonico, proprio come funziona anche in televisione, ha un proprio autore. L’autore scrive il programma, ricerca le fonti, le notizie più interessanti che andranno poi comunicate durante la diretta. L’autore è sempre attento a “stare sul pezzo”, in base al periodo dell’anno (come in questo caso può essere il Natale) oppure una ricorrenza particolare del giorno.

Programmatore musicale

Avete mai visto lo schermo che si trova di fronte allo speaker? Quell’elenco di musiche e testo, fatto di righe, prende il nome di clock, ed è la struttura oraria del programma. Il clock inizia e finisce ad ogni ora, ed è generato dal programmatore musicale. Il programmatore musicale si occupa di selezionare i “dischi” che devono andare in onda, la lunghezza, che varia dal tipo di radio universitaria e dal programma. Solitamente si distinguono le canzoni vecchie, nuove, hit, le power hit fino ai classici di molti anni fa.

Pubbliche relazioni

Come si può intuire dal nome stesso, chi gestisce le pubbliche relazioni si occupa di organizzare le giornate di diretta in base ai programmi che devono andare in onda e alle disponibilità di ogni stagista. Inoltre, di fondamentale importanza è questo ruolo perché comunica con le etichette discografiche o con gli ospiti da intervistare, in studio o tramite collegamento telefonico.

Regista

Il regista radiofonico è un tecnico del suono live, che tramite il mixer audio gestisce la diretta. In dettaglio, usa il mixer e la jingle machine per regolare non solo la voce degli speaker ma anche le basi musicali, i dischi e gli effetti sonori. In correlazione con gli speaker, controlla il clock orario per far sì che ogni spot pubblicitario e ogni “punto ora” coincidano senza “sforare”.

Radio universitaria: solo pro e zero contro

Dedico questo piccolo paragrafo alla mia personale esperienza. Ho scoperto per caso la radio universitaria durante il secondo anno di Laurea Triennale in Scienze della Comunicazione. Ho iniziato con un laboratorio nel ruolo di P.R. per poi concludere con il tirocinio da Regista, scoprendo una grande passione per questo mondo. La radio è stata un’esperienza fantastica ed è proprio per questo che sono qui a prendermi la responsabilità di consigliarla!

Oltre a gestire i tempi, lavorare in radio – specie se si studia Comunicazione – è un ottimo modo per sviluppare capacità ed espressività verbale. La radio universitaria è una diretta continua, e come in tutte le attività che si svolgono in diretta bisogna prestare molta attenzione. Non si torna indietro, ma si va solo avanti, sempre in salita. L’adrenalina vi renderà forti, pronti a tutto, soprattutto al lavoro sotto pressione. La radio universitaria inoltre non è fatta solo dagli speaker ma è un lavoro di squadra, è una macchina che funziona solo se ogni parte di essa si impegna al massimo. Infatti, una buona diretta è data dalla collaborazione del team per intero.

Personalmente ho trovato molto utile inserire questa bellissima esperienza nel mio CV. Grazie a questa avventura ho acquisito non solo le competenze tecniche ma anche le soft skills su elencate.

Di seguito vi riportiamo alcune delle web radio universitarie più note:

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