Skill Mismatch: Quando la Laurea non crea lavoro

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Sempre più spesso gli studenti universitari, soprattutto i neolaureati, si trovano ad affrontare il divario tra competenze attese e reali, il cosiddetto Skill Mismatch. Ma, vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Volendo utilizzare la definizione data da un recente report del BCG (Boston Consulting Group) il termine Skill Mismatch indica il disallineamento tra le competenze richieste dalle aziende e quelle di cui sono in possesso i lavoratori. Questo gap è in continua crescita, colpisce 1,3 miliardi di persone a livello mondiale. In particolare, sembra che il sistema educativo non riesca a fornire le competenze necessarie per accedere al mercato del lavoro.

Tipologie di Skill Mismatch  

I più penalizzati sono proprio i giovani. Usciti dall’Università bisogna fare i conti con Curriculum, annunci di lavoro, colloqui, ma soprattutto con lo Skill Set di abilità richiesto dalle aziende. In Italia, secondo un’indagine ISTAT, nel mese di aprile il livello di disoccupazione giovanile è salito al 33,7%. Il Mismatch, la discrepanza tra competenze e posti di lavoro, crea disoccupazione e riduce la produttività.

  • Scopri come preparare il Curriculum Accademico, ne abbiamo parlato in questo articolo, clicca qui.

I datori di lavoro non riescono a trovare candidati sufficientemente qualificati. Il CEDEFOP (Centro Europeo per lo Sviluppo della Formazione Professionale) identifica diverse tipologie di discrepanza tra domande e offerta. Lo Skill Mismatch è così classificato:

  • Verticale o eccesso di istruzione: quando l’impiego lavorativo richiede un livello di istruzione inferiore;
  • Orizzontale: quando il livello di istruzione, al contrario, è inadeguato rispetto all’impiego.

Emergono quindi:

  • lavoratori eccessivamente qualificati o Over Skilled;
  • lavoratori poco qualificati o Under Skilled.

Entrambe le situazioni generano il cosiddetto qualification trap, ossia le aziende devono finanziare la formazione per i sottoqualificati e aumentare la retribuzione per i sovraqualificati. 

Come colmare il divario

Riprendendo il report del BCG, si stima che entro il 2022 il 27% dei posti di lavoro saranno legati a professioni che ancora non esistono. La globalizzazione e l’enorme spinta alla digitalizzazione hanno decretato cambiamenti significativi in ambito lavorativo. Negli ultimi anni, i profili professionali più richiesti sono quelli in grado di adattarsi meglio alle trasformazioni digitali.

Ma, nel report annuale DESI 2020, l’Italia è ultima per competenze digitali e, solo l’1% dei laureati italiani è in possesso di una Laurea in discipline ICT (Innovazione Sociale, Comunicazione e Nuove Tecnologie).

Secondo Massimo Anelli, Economista dell’Università Bocconi, la Germania ha molti più giovani laureati in discipline Scientifiche ed Economiche, mentre l’Italia doppia la Germania per laureati in discipline Umanistiche e Artistiche.

Scopri le Lauree Scientifiche più richieste negli ultimi anni, ne abbiamo parlato in questo articolo, clicca qui.

Per superare lo Skill Mismatch possiamo:

  • Ridurre l’asimmetria informativa. Creare momenti di contatto e collaborazione tra Università e aziende per conciliare le Skills possedute dallo studente con quelle richieste dal mercato del lavoro.
  • Non smettere mai di imparare. Oggi le competenze diventano obsolete nel giro di pochi anni, una Skill dimezza il suo valore 5 volte più in fretta rispetto al passato. Formati e aggiornati in autonomia per sviluppare competenze trasversali e avere più opportunità di carriera.

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