TPV: come funziona il tirocinio in psicologia

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Oggi parliamo del tirocinio pratico della laurea in psicologia. Prima di iniziare, ricapitoliamo un pochino la situazione.
La laurea triennale in psicologia (L-24) rappresenta un percorso universitario volto alla formazione di professionisti delle tecniche psicologiche. Dopo la triennale, se si vuole esercitare la professione di psicologo, bisogna intraprendere la Laurea Magistrale in psicologia LM-51 ed iscriversi all’Albo dei professionisti. Durante entrambi i percorsi, è previsto il tirocinio.

Se vuoi analizzare più nel dettaglio le differenze tra la triennale e la magistrale clicca qui.


Lo scorso dicembre è stato pubblicato il nuovo decreto numero 303 del 29 dicembre 2022, che ha modificato alcune modalità e caratteristiche del tirocinio pratico (TPV) per gli aspiranti psicologi.
Vediamo come funziona e cosa è cambiato.

Quali sono le novità introdotte dal decreto?

Il nuovo decreto numero 303 del 29 dicembre 2022 va a modificare la modalità di esaminazione al termine del percorso di laurea per diventare psicologi e, di conseguenza, modifica anche le modalità di tirocinio (TPV).
Nello specifico, il grande cambiamento sta nell’”abolizione” dell’esame di stato. Non perché non sia più necessario superare questo importante esame, ma bensì perché adesso questo step è già inserito all’interno del percorso formativo della Laurea LM-51. Quindi, conseguendo la Laurea Magistrale in Psicologia, è come se si avesse anche già superato l’esame di stato e si è quindi sin da subito abilitati all’esercizio della professione.

Come mai? Il decreto ha inserito all’interno dell’esame finale di laurea la PPV (Prova Pratica Valutativa), vale a dire una valutazione delle competenze pratiche del laureando.

Fino all’anno scorso, il conseguimento della Laurea passava esclusivamente attraverso la valutazione dell’esposizione orale del proprio lavoro di Tesi. Successivamente bisognava presentarsi e superare anche l’esame pratico per l’abilitazione.
Al giorno d’oggi, grazie all’inserimento della Prova Pratica Valutativa (PPV), questo secondo step per l’abilitazione non è più necessario, in quanto già presente all’interno della valutazione per conseguire la Laurea Magistrale LM-51.

Come funziona il tirocinio in psicologia (TPV)

Ma quindi cos’è il TPV?
Il TPV è il tirocinio prativo valutativo, ovvero la modalità di tirocinio professionalizzante che gli studenti di psicologia (sia in triennale che in magistrale) sono tenuti a svolgere per arrivare e poter accedere all’esame finale della LM-51.

Il Tirocinio Pratico Valutativo viene svolto presso strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate con l’Università.

Il TPV si articola in attività pratiche e supervisionate, volte all’apprendimento e allo sviluppo delle competenze non solo pratiche ma anche relazionali, fondamentali per esercitare la professione.
La supervisione è necessaria anche al fine di una valutazione. Infatti, ogni studente avrà un libretto in cui il tutor prenderà nota delle varie attività svolte e potrà darne una valutazione. La valutazione finale positiva è necessaria per l’accesso all’esame per il conseguimento della Laurea.

È necessario raggiungere un minimo di 20 CFU durante la magistrale. Ogni CFU riservato al TPV corrispondono almeno 20 ore di attività formative professionalizzanti e non oltre 5 ore di attività di approfondimento.

Ad ogni modo, senza scendere troppo nei tecnicismi, le specifiche riguardanti ore e CFU sono specificate dai Cds stessi e dalle Università (regolamento didattico di ateneo). Inoltre, è possibile consultare in modo autonomo il decreto cliccando su questo link. (troverete le informazioni necessarie da pag.37 della Gazzetta).

Differenza tra le professioni

È doveroso fare una distinzione tra queste professioni. Infatti, per chi non lo sapesse, lo psicologo, lo psicoterapeuta e lo psichiatra sono delle figure professionali distinte e che hanno seguito percorsi formativi diversi:

  • lo psicologo è un laureato di psicologia. La sua figura offre consulenze; può si diagnosticare un disturbo ma non si occupa della cura (non applica terapie). Da non sottovalutare, lo psicologo si occupa della prevenzione della salute mentale. Ad esempio, hai mai sentito parlare dello psicologo del lavoro?
  • la figura dello psicoterapeuta può provenire anch’essa da una Laurea in psicologia. Nella maggior parte dei casi ha anche frequentato una scuola di specializzazione, anche chiamata scuola di psicoterapia.
    Lo psicoterapeuta agisce direttamente sul disturbo, sul sintomo. Per fare questo applica delle terapie, per esempio la terapia cognitivo-comportamentale, per curare il disturbo.
  • lo psichiatra invece viene da una Laurea in Medicina in Chirurgia con successiva specializzazione. È un medico curante e si occupa di intervenire sul disturbo applicando terapie farmacologiche.

Spesso psicoterapeuta e psichiatra lavorano in collaborazione tra loro per curare il disturbo del paziente così da unire la terapia farmacologia alla psicoterapia.

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