“Cos’è un nome? Ciò che chiamiamo rosa, con qualsiasi altro nome avrebbe lo stesso profumo”

Finalmente i Diplomi Accademici diventano Lauree: la giusta denominazione è quasi d’obbligo nelle situazioni di rilevante importanza come questa. Ma, nella pratica, cosa cambia? I nomi fanno la differenza, e se n’è accorto anche il Ministero dell’Università e della Ricerca. Terminato il percorso di studi accademici, il tuo titolo avrà anche la stessa nomenclatura da sempre attribuita unicamente alle istituzioni universitarie.

La relazione che intercorre tra burocrazia e Istituzioni AFAM è da sempre molto complicata. Dalla speranza che il tempo portasse alla reciprocità dell’impegno, alla mancanza di empatia per immedesimarsi nei bisogni di noi studenti.

Titoli AFAM e classe di laurea L-3

Il Diploma Accademico delle Discipline Artistiche legate al mondo AFAM era equipollente ad una Laurea, ovvero aveva lo stesso valore legale dei riconoscimenti rilasciati dalle Università. 

Questa variazione coinvolge l’ampia macroarea legata alle Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda. Da adesso sarà annullata la discrepanza tra il nome del titolo finale e la dicitura del corso di laurea L-3. Infatti, le Classi afferenti a questo Corso e presenti nelle Accademie e nei Conservatori, resteranno indicate dalla sigla L-3. Nonostante questa variazione, la distribuzione degli esami, delle lezioni e dei crediti formativi rimarrà invariata. Per i neolaureati e laureandi, non subirà modifiche né il regolamento né la consueta procedura a cui attenersi per i bandi di concorso. 

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Concorsi e selezioni: l’importanza del titolo di studio

Le tue competenze e gli anni di sacrifici, la capacità di emozionare con la tua arte, non saranno mai definiti dall’appellativo di una qualifica. Tuttavia diventa un’unità di misura per i selezionatori e i sistemi informatici come primo filtro di ricerca. Ma un nome fa davvero la differenza? Il titolo di studio è inevitabilmente uno strumento utile. Il mondo del lavoro lo richiede per indicarti una direzione da seguire e per importi scadenze e obiettivi.

Alcuni concorsi pubblici, bandi o ordini professionali richiedono una classe di laurea con una denominazione esatta. Scrivere “Dottore/Dottoressa” nel curriculum rende ufficiale ogni incarico che potrebbe ricoprire il tuo ruolo professionale, eliminando ogni pedante confusione burocratica e culturale.

 

Funzionamento tra Innovazione e Continuità

La riforma che prevede la sostituzione della dicitura “Diploma” con il titolo di “Laurea” coinvolge nello specifico:

  • Conservatori e istituti musicali pareggiati;
  • Accademie di Belle Arti (statali e legalmente riconosciute);
  • ISIA (Istituti Superiori per le Industrie Artistiche);
  • Accademia Nazionale di Danza e Accademia Nazionale d’Arte Drammatica.

Il riconoscimento della funzione culturale e di ricerca delle istituzioni AFAM valorizza l’aspetto giuridico ed economico della docenza. La piena integrazione nel sistema nazionale rafforza il peso internazionale delle istituzioni AFAM quale patrimonio strategico del Paese. Attraverso la didattica, la produzione artistica e il confronto istituzionale, stabilisce la validità estera del tuo riconoscimento. 

In Italia è presente l’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca). L’Agenzia non si occupa del riconoscimento o dell’equipollenza dei titoli di studio esteri o europei. Il ruolo dell’ANVUR riguarda la valutazione della qualità del sistema universitario. Assume un ruolo cruciale a livello europeo (EA) attraverso l’accreditamento dei corsi di studio internazionali congiunti. 

 

Riconoscimento e validità europea dei titoli

L’ANVUR è inclusa nel registro europeo EQAR (European Quality Assurance Register for Higher Education). In questo modo, i corsi accreditati tramite questo standard ricevono un riconoscimento reciproco semplificato in tutta Europa. Infatti, le Accademie preservano la loro matrice e unicità originaria dalle mutazioni indotte dalle dilaganti esigenze del recruiting sources. L’atomo originario delle istituzioni accademiche, pratico e peripatetico, intraprende una metamorfosi, ma assume solo una forma diversa. Non è una questione di omologazione, ma di attenta percezione e attiva partecipazione ad una collettività in continua trasformazione.

 

L’impegno delle CPCSAI e CNSI

La prima è la sigla per Conferenza Nazionale dei Presidenti di Consulte di Accademie di Belle Arti e Istituti Superiori di Industrie Artistiche. La seconda sigla sta per Conferenza Nazionale degli Studenti degli ISSM (Istituti Superiori Musicali). La Conferenza Nazionale si riunisce periodicamente per lavorare su interessi di rilievo nazionale, per approfondire e risolvere le problematiche gestionali del settore di pertinenza.

L’ISSM si rivolge ai Conservatori e agli Istituti Musicali pareggiati italiani, il suo punto di riferimento è la Consulta degli Studenti. Il suo fine è dare voce agli allievi e migliorare l’accoglienza didattica e l’offerta formativa. Si occupa di formulare proposte finalizzate ad agevolare il percorso formativo all’interno dell’Istituto.

 

L’annuncio sui social

L’annuncio ufficiale del cambio di nomenclatura è stato divulgato con un post Instagram della CPCSAI. Riportiamo qui il link e di seguito la descrizione:

“Come rappresentanze studentesche abbiamo auspicato, sollecitato e sostenuto questo intervento, insieme alle istituzioni, ai docenti, ai direttori, ai presidenti e a tutte le componenti che, nel tempo, hanno contribuito a costruire una richiesta condivisa. Si tratta di una battaglia che attraversa la storia dell’autonomia dell’AFAM e che oggi trova finalmente un primo importante approdo. Per questo riteniamo che questa conquista appartenga all’intera comunità accademica. È il frutto di un lungo percorso fatto di confronto, proposte, mobilitazioni e impegno costante da parte di chi ha continuato a chiedere che il valore dei percorsi formativi artistici fosse riconosciuto anche sul piano ordinamentale. Restano aperte molte delle questioni che da tempo interessano il sistema AFAM: il pieno sviluppo dell’autonomia, il rafforzamento della ricerca artistica, il diritto allo studio, il reclutamento, il finanziamento delle istituzioni, gli spazi dedicati agli studenti e la costruzione di una governance realmente partecipata. L’auspicio è che questo importante riconoscimento costituisca l’inizio di una stagione di riforme capaci di valorizzare il sistema AFAM attraverso il coinvolgimento delle sue comunità. Oggi celebriamo un risultato che appartiene a tutti coloro che, in questi anni, hanno creduto nel valore dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e hanno lavorato perché fosse finalmente riconosciuto anche nelle norme.”

 

Il Decreto Ufficiale

Il mondo AFAM è in una fase di transizione: sicuramente le riforme, le leggi e i decreti saranno soggetti a ulteriori modifiche.

Gli interventi tenuti durante le Conferenze con i vertici del mondo AFAM hanno sempre sollecitato l’attuazione della riforma.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 4 agosto 2026 il Decreto PA (Decreto-Legge 7 agosto 2026, n. 144), che introduce disposizioni storiche per il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM).

“Le novità AFAM – Equivalenza dei titoli: Il provvedimento dà il via libera definitivo alla equiparazione e al valore di laurea dei diplomi AFAM (Ministero dell’Università e della Ricerca).

Riconoscimento accademico: I vecchi e nuovi diplomi dei Conservatori e delle Accademie ottengono il pieno riconoscimento equiparato ai titoli universitari tradizionali.

Altre misure collegate – Diritto allo studio: Stanziati 60 milioni di euro dedicati al welfare studentesco e al diritto allo studio universitario e AFAM (fonte: Orizzonte Scuola).

CUN: Introdotte norme di aggiornamento per il funzionamento del Consiglio Universitario Nazionale.“

 

Ambiziosa necessità o presunzione di prestigio?

La proclamazione che segue una Laurea o un Diploma non perde il suo merito se modifica il suo significante. Il significato di un traguardo non si affievolisce se varia il vocabolo che lo identifica.

Potresti pensare che questa esigenza aleggiasse nell’aria già da un po’. Che sia proprio la riuscita del suo esito a tradire il sospetto di una taciuta svalutazione delle materie artistiche? 

È solo la convinzione di non essere all’altezza delle altre canoniche Università o di non avere lo stesso credito delle materie scientifiche? A questi dubbi, si aggiungono le richieste pressanti del mondo del lavoro. 

Quest’ansia non è già da sé un’attestazione o una silenziosa confessione di un sopito complesso di inferiorità degli studenti AFAM? Inferiorità innata nella modestia che accompagna un vero artista? O sindrome dell’impostore assimilata da una società che considera futile l’arte e illuso chi lavora grazie ad essa?

 

Ma cosa cambia dopo questa riforma? Assolutamente niente.

La tensione fa parte dell’attesa, e se l’attesa stessa si protende a diventare guida, si altera anche la misura del tempo. Per approfondire, puoi leggere qui l’articolo della Presidente del CPCSAI, Melania Barbera, studentessa estremamente presente nel mondo accademico e motivata da ferrea determinazione. Ad incitare il cambiamento imminente è stata la speranza di una svolta, nonostante l’esito finale dimostri che nella pratica è cambiato ben poco. 

Se ripagati, anche i 25 anni di continue esortazioni da parte degli studenti e dei direttori delle Accademie non saranno stati vani. Forse adesso il timore di essere declassati a utopisti non tarperà più le ali della creatività. Magari questo cambiamento restituirà fiducia in un futuro che sembrava fin troppo oscuro e cinico. Forse ora lo sguardo “volto a retro”, verso quell’ “acqua perigliosa e guata”, può finalmente arginare la fuga degli aspiranti artisti e musicisti.


Simona Danese

La sinestesia tra le Arti è il mio credo: studio Filologia Moderna e frequento il Conservatorio. Ho molteplici identità: aspirante giornalista culturale, chitarrista classica con tendenze eversive, curiosa ed energica ENTJ, irriverente critica interdisciplinare.
I Perni della mia vita: Parole e Musica in ogni possibile declinazione, sia se usate come armi che come rifugio o autodeterminazione.

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