Come diventare insegnante di sostegno?

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L’insegnante di sostegno è una figura molto importante all’interno delle classi. Si è soliti pensare che questa figura specializzata sia una compagnia per gli alunni con disabilità. In realtà la funzione propria dell’insegnante di sostegno è leggermente diversa: si occupa infatti di aiutare la classe, per intero, ad integrare l’alunno. Vediamo insieme come diventare insegnante di sostegno e, nello specifico, di cosa si occupa.

Cos’è il TFA e in cosa consiste?

La prima cosa che c’è da sapere è che, per diventare insegnante di sostegno, bisogna seguire il TFA. Con questa sigla si intende il Tirocinio Formativo Attivo. È un corso che avviene presso le università. Il TFA permette, dopo il conseguimento di un esame finale, di ottenere l’abilitazione per diventare insegnante di sostegno nelle scuole, e di partecipare quindi ai relativi concorsi. Come riporta il Miur, questo corso prevede 18 CFU dedicati alla didattica generale e speciale. Altri 18 CFU sono rivolti alla “didattica delle discipline oggetto di insegnamento delle classi di concorso, con laboratori e laboratori pedagogico-didattici”. Infine, 19 CFU, dedicati in particolare ad alunni disabili, il tirocinio come insegnante di sostegno. Per un totale di 60 CFU, è prevista inoltre una relazione finale da 5 crediti.

Come iscriversi al TFA?

Facciamo un passo indietro! L’accesso a questo percorso di formazione, dalla durata solitamente di otto mesi, ha le sembianze di un concorso (anche se non lo è). Le prove da superare per l’accesso sono tre: test preselettivo, prova scritta, prova orale. Le materie oggetto della prova sono specificate dall’ateneo a cui ci si vuole iscrivere.

I requisiti di accesso sono differenti, in base al fatto che si voglia diventare insegnante di sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria oppure per la scuola secondaria.

Nel primo caso, i requisiti per partecipare sono: diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 (abilitante); diploma magistrale a indirizzo psicopedagogico o linguistico, sempre conseguito entro il 2001/2002; laurea in Scienze della formazione primaria; analoghi titoli conseguiti all’estero e riconosciuti in Italia. Differentemente, se l’obiettivo sono le scuole secondarie, è necessario presentare l’abilitazione all’insegnamento; laurea con accesso a una classe di concorso per l’insegnamento e in aggiunta i 24 CFU in materie socio-psico-pedagogiche.

Come si accede al concorso?

Dopo aver completato il TFA bisogna partecipare al concorso scuola per diventare insegnante di sostegno. Viene proposto ogni due anni. Il concorso prevede quattro fasi, di cui tre sono scritte e una è orale. Durante la prima prova, la valutazione è sulla disciplina inerente alla classe di concorso per cui stai partecipando. La classe di concorso varia in base alla tua laurea. Per maggior informazioni, cerca qui.

Con la seconda prova vengono verificate le conoscenze che hai acquisito durante i corsi per i 24 CFU. Se non sai di cosa sto parlando, clicca qui.  La terza prova è basata sulla didattica dell’inclusione, pedagogia speciale e metodologie di insegnamento. La quarta ed ultima prova verifica in maniera orale le competenze delle discipline in cui ti sei laureato, la conoscenza di una lingua europea almeno di livello B2, e l’applicazione di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, TIC. Per superare il concorso si deve conseguire un punteggio di 7 su 10. Dopo ciò, il percorso per diventare insegnante di sostegno, non si è ancora concluso.

Cosa succede dopo il concorso?

Il concorso in genere porta alla formazione di due fasce: la prima fascia è quella dei vincitori del concorso e di coloro che hanno conseguito il TFA per il sostegno. La seconda è per quelli che non sono vincitori di concorso, ma neolaureati che vogliono insegnare. La famosa “chiamata” alla cattedra avviene in base ad una graduatoria. Come puoi intuire, i primi a riceverla sono gli appartenenti alla prima fascia. La graduatoria va in base a dei punti che ti sono attribuiti in base al voto di laurea e, ad altre certificazioni che puoi presentare e che generano altri punti. Man mano che le persone sono chiamate, i posti avanzano arrivando anche agli appartenenti alla seconda fascia. Avere il corso TFA permette dunque di avere qualche possibilità in più.

Qual è il ruolo dell’insegnante di sostegno?

L’insegnante di sostegno deve esaminare lo studente, attraverso un profilo datogli dal personale medico e socio-sanitario. Questa fase serve ad elaborare il PEI, per cui si intende il Piano Educativo Individuale. Ogni ragazzo, infatti, ha bisogno di particolari tipi di insegnamento in base al suo particolare livello di esigenze. Confrontandosi con la famiglia e, con altre figure professionali che seguono lo studente, l’insegnante di sostegno si occupa di generare un percorso formativo. Crea per l’alunno delle tecniche di apprendimento conformi alle sue necessità. Oltre alle competenze proprie della scuola, l’insegnante di sostegno si occupa anche di incoraggiare gli studenti, proponendo tecniche per compensare le limitazioni causate dalla sua disabilità. Lo aiuta inoltre ad integrarsi col resto della classe.

Differenza tra insegnante di sostegno ed educatore

Differentemente da quanto si è soliti credere, l’insegnante di sostegno ha delle mansioni diverse rispetto a quelle dell’educatore. Leggi il mio articolo per capire nel dettaglio quali sono i compiti di un educatore. Gli insegnanti di sostegno e gli educatori collaborano, ma non sono la stessa figura.

Quanto guadagna un insegnante di sostegno?

Il guadagno di un insegnante di sostegno varia in base alle ore di lavoro e al tipo di scuola in cui esercita. Un insegnante di sostegno alle scuole superiori guadagna al mese €1540. Presso la scuola media il guadagno è di €1500 al mese. Alle scuole primarie il guadagno è di €1360, se il lavoro è di 18 ore €920, se è di 12 ore €600 al mese. Per altre curiosità e variazioni clicca qui.

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